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Noi – La lettera d’amore per le proprie radici di Paolo Di Stefano

  In queste giornate strane che stiamo vivendo, il mondo dei libri diventa un luogo dove rifugiarsi, dove esplorare il mondo senza muoversi di casa. Mentre sto scrivendo questa recensione, ho accanto a me un classico, Il Giro del mondo in Ottanta Giorni di Verne mi sta permettendo di esplorare le meraviglie di questa Terra, […]

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In queste giornate strane che stiamo vivendo, il mondo dei libri diventa un luogo dove rifugiarsi, dove esplorare il mondo senza muoversi di casa. Mentre sto scrivendo questa recensione, ho accanto a me un classico, Il Giro del mondo in Ottanta Giorni di Verne mi sta permettendo di esplorare le meraviglie di questa Terra, anche in questi giorni in cui il mondo lo vediamo solo attraverso le nostre finestre o dalle vetrate dei supermercati. E poi ci sono libri come Noi di Paolo Di Stefano, edito da Bompiani, che ci portano in viaggio per il tempo e per lo spazio, per un’Italia che c’è e c’era, attraverso la vita di una famiglia come tante, attraverso gli occhi di un figlio che guarda l’esistenza di un padre, attraverso gli echi di un fratello che se n’è andato troppo presto.

Al centro di questo romanzo c’è un giorno di aprile del 1967: piove, Patty Pravo compie diciannove anni, a San Siro Burgnich segna il secondo gol dell’Inter contro il Bologna e la vita di una famiglia cambia per sempre. Uno dei tre bambini che giocano nel salotto di casa è l’autore di questo libro. Nella stanza accanto, il fratellino minore sta morendo di leucemia infantile, malattia che dall’anno dopo sarà possibile curare. Inizia per il narratore un viaggio in avanti, verso il futuro che a suo fratello Claudio è stato negato, e al tempo stesso indietro, con lo sguardo al passato e la sensazione di sentire un respiro dietro le spalle, una vocina che si insinua tra i pensieri come le macchie puntiformi della malattia e non accetta di essere ignorata. Con pazienza, consapevole della fragilità del suo tentativo, Di Stefano raccoglie e salva le tracce di un intero universo di vite non illustri eppure notevolissime, le riunisce intorno a sé cercando la forza di evocare e congedare per sempre il fratellino, amatissimo, invidiato, tormentato e perduto.

Noi è un’opera complessa, molto impegnativa, ma anche molto bella e toccante. Di Stefano ha un modo di giocare con le parole, di sfiorarle, di sceglierle che riescono ad arrivare dritte al punto. Non servono troppi giri di parole. All’ autore basta un termine, un termine posizionato al momento giusto per far arrivare al lettore tutta l’emozione che si vuole trasmettere. Mi si sono ritrovata a leggere passaggi più volte, a sottolinearli, perché avevano una musicalità, un significato profondo meritevole di maggiore attenzione.

Sì perché Noi oltre ad essere una sorta di libro di memorie è anche poesia sotto forma di prosa. Una lettera d’amore per le proprie radici, che guarda al passato per riscoprire se stesso. Ma non solo. L’opera permette all’autore stesso di far sì che la sua prosa diventi catartica per se stesso, ma anche per chi legge, soprattutto in questi giorni di forzata quarantena, permette di uscire con l’immaginazione in un Italia che può essere dei nostri padri e dei nostri nonni, riportandoci fedelmente le sensazioni dell’epoca, della voglia di crescere, trovare la propria strada, respirare aria nuova.

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Come lettore leggere Noi è un’esperienza particolare, bella e dolorosa allo stesso tempo. Perché da una parte ti senti grata che un’intera esistenza venga condivisa, dall’altra le sofferenze e le pene, così come lo gioie, riescono ad oltrepassare l’epidermide ed andare dritto al cuore. E in queste esistenze tu senti la necessità di entrare in punta di piedi, di non far troppo rumore e di essere rispettoso nei confronti dell’autore che ti apre la porta del suo mondo a cui non puoi essere che grato.

Noi è un libro che in questo momento più che mai ci permette di entrare in altre vite, in altre case, in un’altra epoca, in un’Italia diversa, in famiglie iper connesse in modi diversi dal nostro, ma in grado di farci riscoprire l’importanza e la bellezza dello stare insieme.

Sara Prian

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Alice Bianco Sara Prian
Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono Editor, Social Media Manager, Copywriter. E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com
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