New York Times e gli articoli su Roma: fuoco incrociato su Marino, che alla fine è assolto

ultimo aggiornamento: 24/07/2015 ore 09:01

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New York Times e articoli su Roma fuoco incrociato su Marino

New York Times e gli articoli su Roma: Mafia Capitale e metropolitane che procedono a porte spalancate, rifiuti qua e la sparsi, il tutto sotto gli occhi di residenti e turisti.
Diciamo subito che sulla questione della Metro, Atac ha aperto un’indagine interna e il ministero ha annunciato “approfondimenti”.
I disagi, però, ci sono, se è vero che da giorni e giorni i romani fronteggiano tempi d’attesa e sovraffollamento delle metropolitanein condizion invivibili.
Il prefetto Gabrielli, proprio per questo, ha deciso di precettare i macchinisti dell’Atac che avevano annunciato per lunedì prossimo uno sciopero di 24 ore.

New York Times con gli articoli su Roma parla anche di monnezza, però. Dove sta la verità?
Foto e video starebbero a dimostrare cittadini che passano senza curarsi troppo dell’immondizia alla quale, forse, sono abituati. Come quella che d’abitudine viene gettata e abbandonata nel vicolo di Trastevere.
Poi, stranamente, la versione dell’edizione internazionale, che il sindaco Marino prende come esempio a suo favore per ribadire il concetto di “alcuni giornalisti di parte”: “Un sindaco virtuoso contro i vizi di Roma”, o in quella Usa “Il sindaco è onesto, ma lo è abbastanza per fermare il declino della città eterna?”


Sono calde giornate d’estate e probabilmente anche i grandi giornali boccheggiano. Il New York Times voleva evidentemente piantare lo scoop estivo, ma il suo comportamento schizofrenico nelle diverse versioni ha fatto perdere l’orientamento.
Intanto Marino è alle prese (anche) con il problema dei profughi e delle rivolte dei cittadini. «Sono convinto che Roma sta veramente cambiando e non ho nessun commento da fare perché sarei irrispettoso nei confronti di una commissione parlamentare», ha risposto Marino. Il sindaco, ieri, in realtà è stato sentito dalla Commissione migranti dove ha annunciato la volontà di «abbandonare la logica seguita in passato dei megacentri di accoglienza, che da una parte sono stati occasione di arricchimento e dall’altra l’obiettivo di una vita umana dignitosa è stato reso irraggiungibile». A Casale San Nicola l’esempio, però, che i migranti stipati alle porte di Roma, in ghetti piccoli in quartieri residenziali lontani dalla città, è fallito.

Mario Nascimbeni

24/07/2015


Riproduzione vietata

(foto: Dagospia)

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