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Navigazione e trasporti a Venezia sono pericolosi. Confartigianato lancia allarme

Canali perennemente intasati, le poche rive riservate ai trasportatori quasi sempre occupate anche da altri operatori e nessun intervento di manutenzione ordinaria e tantomeno straordinaria realizzato negli ultimi mesi. In vista dell’estate la situazione rischia di peggiorare e Confartigianato lancia un grido d’allarme. La situazione con cui ogni giorno vivono i trasportatori lagunari e tutti […]

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Navigazione e trasporti a Venezia sono pericolosi. Confartigianato lancia grido d'allarme

Canali perennemente intasati, le poche rive riservate ai trasportatori quasi sempre occupate anche da altri operatori e nessun intervento di manutenzione ordinaria e tantomeno straordinaria realizzato negli ultimi mesi.

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In vista dell’estate la situazione rischia di peggiorare e Confartigianato lancia un grido d’allarme. La situazione con cui ogni giorno vivono i trasportatori lagunari e tutti gli operatori che utilizzano la barca per lavoro sfiora rischi e pericoli.

Il periodo di ‘ambientamento’ dell’amministrazione Brugnaro dovrebbe essere terminato. “Qualsiasi buon amministratore – accusano i trasportatori merci aderenti a Confartigianato Venezia – avrebbe non solo colto nel brevissimo periodo le criticità della viabilità ma avrebbe anche fatto il possibile per tacconare le situazioni più assurde, dando una priorità e una tempistica alla soluzione dei problemi che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti. Invece sembra che gli unici segnali amministrativi siano qualche sanzione ‘spot’, qualche ordinanza che norma qualche evento sportivo o qualche lavoro di una certa rilevanza e nient’altro. Andare avanti così è sempre più insostenibile”.

“Noi siamo e sempre saremo per la regolarità su tutti i fronti – precisa Emiliano Ghira, Vice presidente dei trasportatori di Confartigianato Venezia – abbiamo anche investito recentemente sulla formazione dei dipendenti con “corsi radar” ma più di qualche volta mi chiedo che senso abbia investire nella sicurezza quando appena sali in barca inizia la deregulation più totale”.

“Nessuno ha la pretesa di voler insegnare niente a nessuno – sbotta Massimiliano Brusato, Presidente dei trasportatori di Confartigianato Venezia – ma a questo punto l’amministrazione dica chiaramente che il traffico acqueo non è una priorità, anche se ciò stride fortemente con quanto sostenuto in campagna elettore”.

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Ad oggi di quanto promesso in campagna elettorale agli operatori merci, non è stato mantenuto praticamente nulla, vuoi perché non ci sono le risorse, vuoi perché queste a volte vengono dirottate per iniziative ritenute più’ importanti. Dall’incontro con tutte le categorie convocato da Brugnaro a febbraio per esporre e condividere le proposte sul traffico acqueo non vi sono poi stati seguiti, nonostante fosse stato annunciato come “il primo di una lunga serie di incontri proficui e risolutivi dei problemi della logistica e della viabilità di Venezia”.

“Da trasportatore e piccolo imprenditore – precisa Emiliano Ghira– trovo veramente assurdo che si debba operare nel 2016 come si operava 100 anni fa, con una banchina pubblica fatiscente e, da quanto ho appreso dalla stampa, pure assegnata con una procedura quanto meno dubbia”.

Andare avanti così è impossibile, oltre che pericoloso, e gli stesse trasportatori giustificano l’esposto depositato da alcuni gondolieri che si trovano inevitabilmente ad operare in balia di troppe barche, spesso ad una velocità superiore al limite, non solo private ma anche pubbliche.

«Se potessimo scaricare in più rive oggi rese inaccessibili e con strutture quantomeno decenti – chiude Brusato – il nostro lavoro terminerebbe molto prima, ciò significa che nei punti critici del Canal Grande zona Rialto, nel tratto tra piazzale Roma e l’imboccatura del rio di Noale, ma anche nel rio di Cannaregio e nel rio Novo o nell’area di San Marco, i trasportatori si ridurrebbero del 60%”.

I provvedimenti adottati a seguito della tragedia di tre anni fa a Rialto con la morte del professore tedesco Joachim Vogel invece hanno portato ad un aumento del traffico, significa che gli stessi risultano inefficaci e i trasportatori sostengono la mancanza di una competenza e conoscenza sulle modalità di carico/scarico delle merci/persone e il successivo smistamento.

L’allarme dei trasportatori di Confartigianato Venezia: “Dal momento che la situazione è peggiorata e gli strumenti di regolamentazione del traffico si sono dimostrati di un pressapochismo preoccupante, non resta che sperare che urti e tamponamenti tra imbarcazioni (che avvengono quotidianamente) non portino ad ulteriori tragedie”.

Redazione | 12/06/2016 | (Photo d’archive) | [cod traspove]

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