
La Polizia di Stato ha eseguito il 4 novembre 2026 un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 28 persone ritenute appartenenti al clan Perfetto, gruppo camorristico operativo nel quartiere Pianura di Napoli. L’azione, disposta dal Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, è stata condotta dalla Squadra mobile di Napoli e dal commissariato Pianura.
Gli indagati sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, traffico e spaccio di stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi da fuoco e vendita illecita di armi, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.
L’inchiesta, avviata alla fine del 2024, aveva preso il via su tre distinti gruppi camorristici presenti nel quartiere. Nella prima fase è emerso uno scontro armato tra le fazioni dei clan Esposito-Marsicano e Lago, caratterizzato da molteplici episodi di violenza e azioni punitive con spari intimidatori.
Tra gli episodi documentati figura un attentato dinamitardo avvenuto a novembre 2024 contro l’abitazione di un esponente di vertice delle fazioni in conflitto. L’esplosione ha provocato ingenti danni allo stabile e a numerose auto in sosta e, per caso fortuito, non ha causato feriti.
Dalle indagini è risultato che, pochi giorni dopo l’esplosione, un esponente di vertice del clan Pesce‑Marfella — una volta scarcerato e non più coinvolto in azioni giudiziarie — avrebbe costituito un nuovo gruppo criminale denominato clan Perfetto, assumendone la guida.
Secondo gli investigatori il nuovo sodalizio ha progressivamente sopraffatto gli altri due gruppi presenti sul territorio, instaurando un controllo capillare sulle attività illecite del quartiere. Il capo del clan avrebbe organizzato nello stabile dove risiede un punto di spaccio gestito dai suoi affiliati, attivo durante l’intera giornata e dedito alla vendita di diverse tipologie di stupefacenti.
Agli esercenti delle piazze di spaccio sarebbe stato imposto il versamento della metà dei proventi nelle casse del clan o, in alternativa, l’approvvigionamento esclusivo dalle forniture del capo. Analoghe richieste estorsive sarebbero state rivolte a chi svolgeva altre attività illecite nel territorio, con particolare riferimento a truffe finanziarie e telematiche.
Nel corso delle perquisizioni disposte dagli investigatori sono stati sequestrati armi, comprese armi lunghe e da guerra con relativo munizionamento, sostanze stupefacenti, materiale per il confezionamento dello stupefacente e giubbotti antiproiettile.
L’inchiesta ha inoltre ricostruito una rete di contatti tra il clan Perfetto e altri gruppi camorristici attivi nell’area flegrea e nel nord di Napoli, soprattutto in relazione alla gestione dei traffici di droga. È emerso, infine, che il capoclan gestiva una cassa comune destinata al mantenimento degli affiliati detenuti e al sostegno per le spese legali.
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