Proteste migranti Bari, due agenti feriti. Intanto charter dei rimpatri sono vuoti

ultimo aggiornamento: 29/10/2015 ore 15:02

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charter dei rimpatri sono vuoti

Proteste dei migranti ieri nel Centro di prima accoglienza richiedenti asilo di Bari-Palese. La proteste hanno richiesto l’intervento di polizia e carabinieri e, alla fine, due agenti sono dovuti ricorrere a cure mediche.
Una quarantina di migranti, prevalentemente di etnia nigeriana, ha inscenato la manifestazione per i tempi lunghi di trattazione in sede di appello dei ricorsi dagli stessi presentati contro il mancato riconoscimento dello status di rifugiato.

Gli ospiti del Cara di Bari Palese hanno chiuso i cancelli di accesso al Cara rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine.
Sette migranti sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di sequestro di persona, lesioni personali, violenza, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato in relazione alle proteste compiute oggi nella struttura.


Il pm di turno ha disposto per loro la custodia cautelare in carcere. Assieme ad altri migranti, non identificati, avevano fatto in modo di chiudere e tenere chiusi i cancelli d’ingresso a causa dei presunti tempi lunghi di trattazione dei ricorsi per il riconoscimento dello status di rifugiato.
Nove il numero di rappresentanti delle forze dell’ordine intervenuti per sedare il tumulto.

“Sull’immigrazione è sempre più evidente il cortocircuito tra il governo Renzi e l’Unione Europea. La sinistra, dopo i trionfalismi a parole delle scorse settimane, si ritrova con un pugno di mosche in mano sulla questione fondamentale dei ricollocamenti. Gli Stati membri, infatti, ci chiudono le porte in faccia e i ricollocamenti si sono risolti in un paio di voli charter. Semivuoti per la precisione”.
Lo dichiara, in una nota, il senatore di Forza Italia Marco Marin.

“Per essere più chiari, non c’è stato nemmeno il tempo di iniziare a predisporre i voli: gli aerei restano a terra e i migranti restano in Italia. Così, la debolezza del governo Renzi in Europa è sotto gli occhi di tutti: escluso da tutti i contesti che contano, il nostro Paese continua ad essere il parcheggio europeo della disperazione. L’Italia che abbiamo in mente noi è molto diversa”, conclude il senatore.


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