Mestre, quattordici nuovi casi Covid in una casa di riposo

ultimo aggiornamento: 31/07/2020 ore 07:57

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Mestre, quattordici nuovi casi Covid in una casa di riposo. Ultima ora

Un primo caso positivo al Covid è stato rilevato giovedì, attraverso il risultato di un tampone nasofaringeo, alla casa di riposo Antica Scuola dei Battuti di Venezia-Mestre che fa parte dell’ente Ipav (Istituzioni pubbliche di assistenza veneziane) da fine del 2019. «Di conseguenza, è stato attivato lo screening nei confronti di tutti gli ospiti presenti (314) e di tutti i dipendenti del centro servizi (385), eseguendo il 29 luglio 248 tamponi, e in data odierna oltre 350 tamponi – scrive l’Ipav – Dagli esiti dello screening effettuato, ora disponibili, sono risultati positivi 12 ospiti, appartenenti allo stesso nucleo assistenziale, e 2 lavoratori, posti in isolamento fiduciario a domicilio». La situazione è monitorata con la supervisione del dipartimento di igiene e prevenzione dell’azienda Ulss3.

Questo ospite, come tutti gli altri da marzo a oggi, era stato sottoposto a 7 campagne di screening (che hanno dato tutte esito negativo), l’ultima in data 9 luglio, riferiscono dalla residenza.


Il gruppo di lavoro, che si è formato per la gestione della situazione, composto da presidente, un componente del Consiglio di amministrazione e dalla direzione dell’Antica scuola, oltre a quella dell’area socio sanitaria dell’Ipav, assieme all’Ulss3, ha messo in moto il Piano di Sanità Pubblica: «sono stati sospesi i nuovi accoglimenti; sono stati informati telefonicamente i familiari degli ospiti risultati positivi; è stato individuato il personale dedicato agli ospiti in isolamento; sono state date disposizioni affinché gli ospiti consumino i pasti in camera; è stata effettuata una sanificazione straordinaria di tutta la struttura ed è stata effettuata un’indagine dei contatti stretti sia degli ospiti, sia del personale dipendente».

In base a quanto riferito dalla direzione della casa di riposo: «rafforzate e implementate le misure di prevenzione, al fine di poter gestire l’attuale situazione, e sospese le visite da parte dei famigliari, effettuate in modalità protetta fino a nuova comunicazione e previa condivisione con Ulss3 nel rispetto dei protocolli vigenti». Ipav ha assicurato di aver provveduto «a dare a tutti i dipendenti i dispositivi previsti per le situazioni di emergenza, coordinando gli interventi con responsabile alla sicurezza. Sono in corso indagini sui contatti stretti dei dipendenti risultati positivi».

Antonella Gasparini


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