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sotto indagine dott. Andrea Galassi

La sua famiglia le è accanto trepidante, considerata la diagnosi dei medici che la sta angosciando.
Si tratta di meningite da meningococco di tipo B, ed ora è sottoposta a cure antibiotiche e i medici stanno facendo il possibile per salvarla e prevenire conseguenze gravi.

La bambina vive con la famiglia a Conegliano, da qualche giorno non stava bene, accusava forti mal di testa e febbre molto alta, la famiglia si allarma e preso coscienza della situazione, la porta a notte alta al Pronto soccorso dell’ospedale di Conegliano, che l’ha immediatamente ricoverata in Pediatria e provveduto a somministrarle una terapia antibiotica.

Subito alla bambina è stato analizzato il liquido cerebrospinale nei laboratori di Microbiologia dell’ospedale di Treviso e purtroppo la diagnosi ha confermato il sospetto, anche se un po’, ma solo un po’ ha consolato che la meningite non sia stata diagnosticata di tipo C, molto più pericolosa della B. Da qui il trasferimento all’Unità di Rianimazione Pediatrica Intensiva all’ospedale di Vicenza.

In casi come questi, che la cronaca ha difficoltà a riportare, per la delicatezza e il rispetto che impongono le vicende umane, che vedono un bambino vittima di una malattia, si aggiungono altre questioni, che appartengono a tutt’altra sfera e pur compatibili con la paura, i dubbi e interrogativi da parte di chi, in famiglia o a scuola ha avuto contatti con la bambina, che ora è costantemente monitorata e alla quale i medici, anche in ragione di un miglioramento, sperano di poter restituire salute e speranza.

I familiari e i compagni di scuola, le insegnanti della Scuola Materna che frequenta la bambina, saranno sottoposti a profilassi farmacologica per prevenzione nei prossimi dieci giorni, data oltre la quale (i medici sono comunque ottimisti) il direttore dell’Usl provinciale trevigiana Francesco Benazzi, invita la popolazione e soprattutto i bambini a vaccinarsi contro la meningite.

Sulle valutazioni, sullo scontro che già si preavvisa in materia di vaccinazioni, rimandiamo a cronache successive. Per ora l’attenzione si sofferma sulla bambina di Conegliano e sulla sua famiglia, che si spera possano trovare al più presto conforto dal superamento della malattia, auspicando che chi la frequenta, gioca con lei, a casa, al parco e a scuola, ritrovi al più presto motivo di rassicurazione e sernità.

Andreina Corso

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

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