La notte brava di tre marocchini: rapinano una ragazza e nonostante inseguiti fanno un altro furto

ultimo aggiornamento: 09/01/2017 ore 12:40

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La notte brava di tre marocchini: rapinano una ragazza e nonostante inseguiti fanno un altro furto

Le Volanti della Questura di Venezia l’altra notte hanno individuato e proceduto al fermo per rapina in concorso, nonché all’arresto per tentato furto aggravato in concorso, di tre uomini di nazionalità marocchina: A.M., di anni 20, A.C., di anni 20, e S.M., di anni 21.

Tutto inizia verso mezzanotte quando un equipaggio delle Volanti interveniva celermente in zona San Giuliano, presso un hotel di Mestre, in quanto era stata segnalata al 113 una rapina subita da due giovani fidanzati lì alloggiati.


Sul posto i poliziotti individuavano i due malcapitati, un ragazzo ed una ragazza italiani soggiornanti a Venezia per vacanza, i quali riferivano che, poco prima, mentre stavano facendo rientro in Hotel dopo aver trascorso una serata a Venezia in centro storico, dopo essere scesi alla fermata del tram in Rotonda San Giuliano ed aver percorso a piedi la strada in direzione dell’albergo sino al bivio che porta al parcheggio dello stesso, si ritrovavano faccia a faccia con tre giovani nordafricani, che si intuiva stavano mirando alla borsa della ragazza, poiché la indicavano con la mano scambiandosi tra di loro frasi nella loro lingua.

Improvvisamente, poi, uno dei tre stranieri afferrava il ragazzo da dietro e gli oscurava la vista rigirandogli il giubbotto sul capo, mentre gli altri due aggredivano la ragazza, la facevano cadere a terra, e la bloccavano tenendola per il collo. Il ragazzo tentava di reagire ma veniva colpito da uno dei tre aggressori alla fronte con una bottiglia: gesto, questo, che gli causava un trauma facciale allo zigomo sinistro con escoriazione. Alla ragazza veniva strappata e sottratta la borsa che teneva a tracolla, contenente alcuni contanti e documenti di identità; inoltre, le veniva sottratto il telefono cellulare che la stessa teneva in tasca. I tre stranieri fuggivano infine verso il retro dell’albergo.

I poliziotti si attivavano così in perlustrazione nei dintorni dell’Hotel, ove notavano due soggetti col cappuccio calato sul capo, ma il cui vestiario corrispondeva alle descrizioni di due dei rei fornite dalle vittime: questi, alla vista delle divise, fuggivano in direzione Parco San Giuliano, scavalcando una recinzione e poi gettandosi in mezzo ai rovi di un tratto di boschetto, che costeggia il canale dell’Osellino, per poi far perdere momentaneamente le loro tracce.


Le ricerche degli autori del grave reato, però, proseguivano incessantemente da parte della Polizia: veniva subito diramata nota agli ulteriori equipaggi sul territorio e si procedeva ad accurato controllo della zona interessata e delle aree limitrofe, con la consapevolezza che i rei potevano giovare anche dell’oscurità per sottrarsi all’individuazione.

L’attività proseguiva senza soluzione di continuità sino a quando, alle ore 4:10, giungeva al 113 altra segnalazione da parte di un alloggiato all’Hotel che, recatosi all’esterno per fumare una sigaretta, si accorgeva che il suo camion era stato forzato e notava che vi erano delle persone all’interno dello stesso.

Un equipaggio delle Volanti si portava sul posto e sorprendeva, all’interno del camion segnalato – il cui interno, peraltro, era stato rovistato – , tre ragazzi nordafricani, il cui aspetto ed il cui abbigliamento corrispondeva alle descrizioni degli autori della rapina di qualche ora prima. Due di loro venivano individuati dagli agenti come coloro che erano stati visti nel retro dell’Hotel e si erano poi dati alla fuga: costoro, in effetti, presentavano varie escoriazioni e graffi alle mani, verosimilmente in conseguenza del precedente tentativo di fuga tra gli arbusti ed i rovi.

Subito, i tre venivano sottoposti a perquisizione, ed uno di loro veniva ritrovato in possesso della somma di 25 euro, consistenti nella somma di denaro compendio della rapina poco prima avvenuta. Gli altri due, poi, indicavano agli operanti i luoghi in cui era stata celata altra parte della refurtiva: in particolare si procedeva, in tal modo, al rinvenimento dell’I – Phone e del portafogli sottratti alla ragazza rapinata, che erano stati occultati, rispettivamente, in una zona di boschetto adiacente e sotto ad un pullman parcheggiato nell’area di sosta della struttura ricettiva.

I poliziotti procedevano, dunque, all’accompagnamento in Questura dei tre stranieri, ove si procedeva alla loro identificazione e si accertava che gli stessi sono gravati da numerosi precedenti penali per reati di rapina, furto e ricettazione, ed uno di loro anche per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale, nonché detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Inevitabile, a quel punto, anche in considerazione del pericolo di fuga – che era stata, in effetti, attuata – e della persistenza nel compimento di reati – ricavabile, oltre che in considerazione dei gravi e numerosi precedenti, anche dal fatto che i tre non avevano esitato a commettere un ulteriore reato dopo la rapina posta in essere a mezzanotte, nonostante fossero consapevoli di essere inseguiti dalla Polizia – , la formalizzazione del fermo per il reato di rapina in concorso e dell’arresto in flagranza per tentativo di furto aggravato all’interno del camion.

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