Mai stati così felici – una famiglia ed un segreto che le sconvolgerà

ultimo aggiornamento: 25/06/2020 ore 09:09

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mai stati così felici - lombardo

Si sa che i panni sporchi devono essere lavati in casa, ma quando si tratta di libri, le cose devono essere condivise con i lettori. Un arco di 50 anni dove sogni, speranze, illusioni di vite perfette, di amori incrollabili e zoppicanti, una generazione di donne e uomini che mutano cambiano e vivono una vita reale, con alti e bassi, dove ogni lettore si può immedesimare, questo è Mai stati cosi felici di Claire Lombardo che esce oggi 8 luglio per Bompiani.

Quattro sorelle adulte, quattro Piccole donne del nostro tempo, alle prese con guai di varia natura, due genitori troppo innamorati e felici per essere veri. Un segreto che riemerge dal passato, una facciata che si sgretola. Un romanzo che ridisegna i confini della saga familiare. A volte due genitori troppo felici non fanno una famiglia felice. Ecco Wendy, bella e ricca, rimasta vedova da giovane, inquieta e inconsolabile, una donna ad alto tasso alcolico con una propensione per gli uomini molto più giovani. Violet, avvocato d’assalto che ha rinunciato al lavoro per una vita di mamma-a-casa che vuole rasentare la perfezione. Liza, accademica in carriera, che aspetta un bambino che non sa se vuole da un uomo che forse non ama. Infine Grace, che va all’università, anzi, non ci va affatto perché non è stata ammessa, e vive una vita abulica lontano da casa tenendo nascosti i suoi fallimenti alla famiglia. Quattro sorelle, quattro figlie sbucate da un matrimonio perfetto, quello tra Marilyn Connolly e il medico David Sorenson, che ha attraversato i decenni indenne, anzi, sempre più smagliante. Ma ora, siamo nel 2016, molti nodi vengono al pettine: a innescare la resa dei conti è la ricomparsa di Jonah, quindici anni, dato in adozione da una delle sorelle al tempo in cui era troppo giovane per occuparsene. Ciascuno in famiglia reagisce in modo diverso all’arrivo di questo sconosciuto ombroso, e la sua presenza incrina un equilibrio che in realtà era già pericolante. Ma poi chi può dire che quei genitori perfetti siano stati e siano davvero quello che sembrano?


Chi ha letto i libri della Alcott, ma è figlio unico, ha imparato da quelle righe, da quelle opere, il significato di cosa voglia dire essere sorelle. 4 esseri umani che litigano, ma che sanno di saper contare l’una sull’altra, 4 esseri umani completamente diversi, con le proprie vite e decisioni, che pensano di poter dire la loro sulla vita delle altre sorelle senza però accettare che la cosa sia reciproca. Essere sorelle non è facile e se si è in 4 come le sorelle March, o come in questo caso le sorelle Sorenson, con due genitori che sembrano l’esempio dell’amore infallibile, diventa ancora più difficile.

Ma se la Alcoltt guardava con occhio esterno anche la società in cui era inserita la famiglia March, qui l’autrice decide di focalizzarsi solo sul microcosmo, lasciando da parte tutto quello che può succedere fuori dalle mura domestiche.

Claire Lombardo nel raccontare tutto questo, però,  lo fa con estrema solidità e sincerità, ritraendo una famiglia vera, dove anche il più piccolo segreto, alla fine dei conti, se non affrontato, diventa un macigno da portarsi dietro. Se pensate anche alla vostra vita, quando arrivate al limite con una persona perché vi siete tenuto tutto dentro allora anche un lenzuolo messo male diventa un dramma.
Ma è in tutto questo che l’autrice sa dare il meglio di sé facendosi e facendoci una domanda complessa: come si ama?


Esiste davvero un modo giusto e uno sbagliato? Oppure esistono le persone, con i loro difetti e i loro pregi, incapaci di dimostrare l’amore, ma con il cuore che esplode alla vista di una persona, incapaci di sentire le farfalle nelle stomaco, ma di dimostrare esternamente di essere in grado di amare? L’amore è una cosa semplice cantava Tiziano Ferro e Love is Easy i McFly, ma nella vita di tutti i giorni ci accorgiamo che amare come amiamo noi può andare bene per certe persone, ma non per altre e che l’amore stesso è fatto di così tante sfumature che sintezzarlo con il rosso del cuore è farne un torto.

Per questo Mai stati così felici è un’opera che accompagna tutti noi alla scoperta di queste sfacettature facendoci esclamare: “ecco io amo così!” e capire che va bene, che non c’è niente di male nel non amare come ci raccontano i film d’amore o la società. La sensazione che ci trasmettono queste pagine è quella di libertà, nonostante a volte ci si senta ingabbiati nelle dinamiche famigliari che, per forza di cose, ci definiscono, siamo liberi nell’amore, di decidere come amare, nel rispetto di noi stessi e dell’altro.

Sara Prian

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