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MILANO, 09 settembre 2026 — L’avvocato della famiglia Berlusconi, Giorgio Perroni, ha contestato la testimonianza resa oggi in aula a Firenze da Giovanni Brusca, sostenendo che l’inattendibilità delle sue dichiarazioni su Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi sia stata già accertata in precedenti sentenze.
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Perroni ha ricordato che i giudici hanno escluso quelle dichiarazioni per la loro «fortissima ambiguità», le nette contraddizioni rispetto ad altri dati processuali e la totale inconsistenza ai fini probatori, sottolineando inoltre che le parole provengono da un soggetto che non avrebbe fornito «uno spontaneo e leale contributo all’accertamento della verità».
Brusca è stato ascoltato come testimone nel processo in corso a Firenze contro Salvatore Baiardo, l’ex gelataio di Omegna (Novara) imputato di calunnia nei confronti del conduttore televisivo Massimo Giletti. Secondo Perroni, l’udienza ha finito per trasformarsi in un processo contro due persone che non sono parti imputate e che dunque non hanno potuto difendersi: Silvio Berlusconi, deceduto oltre tre anni fa, e Marcello Dell’Utri.
L’avvocato ha inoltre osservato che Brusca, pur avendo dichiarato in aula di non avere mai visto né conosciuto l’imputato Baiardo, è stato sentito a lungo e che la sua audizione avrebbe avuto l’unico scopo di riproporre affermazioni già vagliate e sconfessate in altri procedimenti. Perroni ha definito la circostanza «paradossale e gravissima», rilevando l’ingiustizia di coinvolgere una persona impossibilitata a replicare.
Sulle stesse dichiarazioni è intervenuta anche Barbara Berlusconi, che ha definito «intollerabile» l’uso di presunte affermazioni «inverosimili e ridicole» pronunciate da persone responsabili di delitti efferati e oggi libere, utilizzate per alimentare una nuova damnatio memoriae contro suo padre. Ha aggiunto che da oltre trent’anni si inseguono teoremi, suggestioni e sospetti promossi dalle stesse procure, ma che le prove continuano a mancare, e ha assicurato che la famiglia continuerà a difendere la memoria di Berlusconi ogni volta che sarà necessario.
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