La mia via dietro un pallone – Il calcio femminile con gli occhi di Sara Gama

ultima modifica: 20/10/2020 ore 09:39

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la mia vita dietro un pallone

Come molti di voi sanno, in questa rubrica, mi piace avere un’attezione particolare quando si parla di calcio femminile. Un po’ perché l’ho praticato, un po’ perché lo trovo necessario per far comprendere alla società il valore di queste ragazze e di questo sport.


Per questo oggi sono felice di parlare de La mia vita dietro un pallone di Sara Gama, capitana della Nazionale Italiana e della Juventus Women, edito da DeA.

Sara ama il calcio più di ogni altra cosa. Da piccola, quando non è a scuola, passa tutto il tempo libero tirando calci a un pallone. I Topolini di Barcola, sul lungomare di Trieste, sono il suo campo da gioco preferito, e ogni volta che la palla finisce in acqua lei e i suoi amici ne approfittano per esibirsi in una gara di tuffi a clanfa… È l’unica femmina in una squadra di maschi, ma non si sente strana né fuori posto. Tra bambini, se ti impegni e ci metti passione, ti guadagni facilmente l’amicizia degli altri. In una cosa però Sara è diversa dai suoi compagni: non sogna, da grande, di fare la calciatrice. Perché, in quegli anni, il calcio femminile è così nascosto da risultare quasi invisibile, ed è difficile immaginare qualcosa che sembra non esistere.


Un excursus quello che ci porta a vivere la Gama, che non solo ripercorre la sua esistenza, ma che ci porta ad analizzare la crescita e lo sviluppo del calcio femminile in Italia e all’estero. Gama, infatti, sottolinea più volte come, ad inizio carriera, non sapeva nemmeno della possibilità di fare di questo lavoro una carriera, che esistessero squadre femminili pronte a puntare su di lei. E guardate ora: ogni ragazzina che indossa i tacchetti e non solo i tacchi, ha degli esempi a cui rifarsi, ha dei modelli da guardare e può, grazie alle notti Mondiali, sognare in grande.

È un viaggio che ci porta a riflettere sulle società italiane su quei pochi che negli anni ’90 ci credevano e hanno aiutato ad arrivare al punto in cui siamo oggi, è un viaggio che ci permette di capire quanta strada è stata fatta, ma che se buttiamo un occhio all’estero, ancora tanta c’è da fare. E in questo viaggio scopriamo di più della personalità di Sara Gama, che sotto i riflettori è riservata e taciturna, ma che sul campo (e in queste pagine) esprime tutta le bellezza della sua anima e tutta la sua forza.

Non nascondo che nel passaggio in cui si racconta dello sciopero messo in campo dalle calciatrici nella lotta per alcune tutele, un brivido mi è scorso lungo la schiena, nel capire come tutte loro, anche se appartenenti a società diverse, siano un’unica squadra forte, coesa che combatte giornalmente per degli ideali e per un futuro da professioniste, non solo per loro, ma per tutte quelle bambine che ora appendono i loro poster e che le seguono con lo stesso entusiasmo con cui quelle delle mia generazione, Gama compresa, appendevano quelli di Del Piero e Totti.

Un libro importante, per andare ancora più a fondo sul movimento italiano ed imparare, ancora una volta, l’importanza di essere un gruppo, l’importanza di una squadra, per poter raggiungere obiettivi importanti e Sara Gama, che dai Topolini di Trieste (10 terrazze semicircolari allineate lungo la riviera e prospicienti sul mare che dall’alto assomigliano alla silhoutte della faccia di Topolino ndr) è arrivata al Mondiale, è la persona migliore per raccontarlo attraverso le pagine di questo libro.

Sara Prian

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