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martedì 30 Novembre 2021

la comunicazione ai giorni nostri: nuovi media e news

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Comunicare, verbo apparentemente semplice, che implica il voler dire qualcosa a qualcuno. Se fino a qualche anno fa si poteva associare la comunicazione all’utilizzo di mezzi tradizionali come una lettera scritta a mano, un telegramma, una telefonata, oggi, siamo tutti consapevoli che lo scenario è decisamente mutato, anzi, stravolto.

La tecnologia, lo sviluppo di alcuni sistemi di “comunicazione”, sia verbale che scritta, riempiono molti gesti della nostra vita quotidiana. Una rivoluzione che ormai fa parte di noi stessi, influisce sulla nostra vita, sulle nostre scelte e su quelle che fanno gli altri e riguardano noi. Ma è soprattutto il mondo dell’editoria ad aver subito le maggiori trasformazioni.

Partiamo dalla stampa, dai quotidiani. Il crollo delle vendite dei giornali di “carta” non è certo solo da attribuire alla crisi economica e in alcuni casi, ai contenuti. L’avvento, prepotente, di internet ha radicalmente cambiato il modo di dare le notizie, di scriverle, di “comunicarle” e trasmetterle al pubblico.

Oggi siamo bombardati di news, ogni istante, ad ogni sguardo, ad ogni gesto. La concorrenza tra editori si gioca sull’immediatezza, sui secondi, sulla foto giunta in redazione via mail da un lettore che ha inviato uno scatto unico. Ormai la guerra si fa sui clic, sulle pagine internet aperte, sugli articoli visionati, sui “mi piace” guadagnati (spesso comprati) che si possono vantare.

Può piacere o meno, ma l’informazione oggi è questa: altamente competitiva, assolutamente poco romantica. L’odore dell’inchiostro del giornale appena stampato, gli strilloni che girano dopo la mezzanotte ai semafori con i giornali freschi di stampa, il gusto di sfogliare e anche di sporcarsi le mani di un tempo, non fanno quasi più parte di questo mondo.
Oggi le notizie arrivano sul nostro cellulare attraverso “notifiche”, le comunicazioni ci raggiungono con email, sms, whatsapp, video dei canali youtube.

Allo stesso modo, il mondo della comunicazione oggi risulta altamente competitivo anche per chi ne fa la sua professione. Un buon addetto stampa, che si spera sia sempre almeno un giornalista iscritto all’ordine regionale o nazionale come pubblicista o professionista, si valuta dai suoi contatti, dalla sua capacità di veicolare la notizia attraverso tutti i canali di comunicazione possibili. Non ci si può più solo accontentare di un articolo sul giornale locale, serve il link della notizia su un quotidiano on line, un servizio televisivo da poter inserire e quindi “postare” su you tube e “cinguettare” su Twitter.

Tanta concorrenza, che non sempre fa rima con qualità. Sono molti i casi di giornalisti “improvvisati” che spacciano per scoop bufale clamorose. I social network, in questo senso, sono delle trappole mortali dalle quali diffidare. Certo, mondi come quello di Facebook e Twitter rappresentano ormai una fonte inesauribile di notizie. Gente dello spettacolo, sportivi, politici, si affidano ormai quasi esclusivamente a questo tipo di comunicazione immediata per manifestare le loro idee, pensieri, posizioni, immagini.

E cambiando gli scenari, occorre anche modificare le regole che disciplinano queste nuove “terre di libertà d’espressione”.
Regole che risultino chiare e non “sfumate” o interpretabili a piacimento. E per quanto riguarda le qualità soggettive, per chi intende intraprendere il mestiere del giornalista o del comunicatore, è necessario possedere e praticare, oggi più che mai, una buona dose di quella che si chiama responsabilità morale.

Giorgia Pradolin

[21/10/2013]

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