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Poeta. Scrittore. Proprio come “lui”. E proprio come quel Charles mito della letteratura contemporanea, Stefano sembra conoscere ogni piega, ogni sospiro, ogni lato dell’umanità che schiaffeggia, bacia, solletica e ribalta con l’uso di un vocabolario pieno, vivace e feroce al tempo stesso. Un genio italiano che in Italia non trova molto spazio – almeno nelle “grandi vetrine”… Ma come si dice? Nemo propheta in patria… E allora Stefano pubblica all’estero libri, graphic novel (si… non ve l’abbiamo detto che è un autore a 360 gradi?). E prepara serie tv (Fear (un teen drama che definire tale è… riduttivo, Dallas Boulevard – il primo serial poliziesco LGBT – e Life Goes On, il suo primo lungometraggio).

Volevamo incontrarlo. Conoscerlo. Toccare con mano la sua genuinità e freschezza di giovane autore. Purtroppo (per noi) era in partenza per l’estero mentre noi si stava in Italia… così ci abbiamo “parlato” via skype – viva la tecnologia! Ecco l’integrale di una intervista autentica. Senza scudi. Senza maschere. Vera. Proprio come Stefano.

Stefano prima di cominciare ti dico senza vergogna alcuna che ho letto Piccole Vite Infelici e l’ho adorato… E per inciso: voglio conoscere Caio Sano per dirgliene quattro!

(Ride) Grazie mille! Il secondo volume è al vaglio di alcune Big dell’editoria italiana. Felice del piccolo grande successo che ha avuto l’epopea di Caio Sano e soci: qualcuno sosteneva non potesse uscire fuori dal circuito “mainstream”… Gli abbiamo dato torto.

In Italia non sei ancora così tanto conosciuto mentre all’estero rilasci interviste ed hai colloqui con network e case editrici europee. Come mai? Una tua scelta?
Credo che qualche editore italiano abbia equivocato alcune risposte che ho rilasciato nelle interviste a blog e siti di settore in passato. L’editoria è un rischio: si è vero… siamo in ripresa e acquistiamo più libri rispetto a qualche anno fa (nel Belpaese NdR)… ma l’investimento medio che ogni CE è chiamata a realizzare è importante. La pressione fiscale poi si fa sentire nel nostro paese – e di questo si è coscienti pur non essendo laureati in economia… Insomma capisco se la linea editoriale delle case editrici sia rivolta “all’oculatezza”. Se si pubblicano solo dieci libri l’anno. Se un minimo di “tranquillità” viene chiesta all’autore – leggasi “sei un vip? Hai follower sui social? Il prodotto ha già un seguito?”. E, tra parentesi, nonostante queste piccole certezze… non si è sicuri ugualmente di avere per le mani un bestseller… Non è facile. Non è facile per niente. Ma altresì credo che, al netto di ogni cosa, l’importanza di avere alle spalle un editore serio e preparato che faccia promozione di quello che pubblica equivalga al 60% del successo di un (buon) libro.

Dunque hai scelto la pista estera perché…?!
Anche se la concorrenza è tanta la visione d’insieme è diversa. In Italia le case editrici sono circa 5000 (piccola media editoria NdR). All’estero (in Europa NdR) il triplo se non il quadruplo! E le linee editoriali sono meno… “glamour” rispetto alle nostre. Si insegue meno il fenomeno del momento, per così dire… Ma è anche vero che molti editori non accettano submission – proposte se non attraverso literary agent. E chi invece è “open” si aspetta di ricevere testi, ovviamente, in inglese e già editati. Assieme ad un corposo submission package…

Insomma il Paradiso non esiste, ci stai dicendo!

Non in terra. No.

Amore: le donne dei tuoi scritti sono forti. Non mollano mai… non si arrendono e lottano sempre e comunque… senza cedere di un centimetro. Nemmeno di fronte a, come cantava James Brown, quel “Man’s world” che le opprime. È così la donna che vuoi al tuo fianco?
Domanda personale… Io adoro le donne. Credo – e lo dico senza timor di sembrare quel che non sono – che se la società occidentale fosse data in mano alle donne vivremmo in serenità e prosperità. Le donne sono forti: sono madri, figlie, mogli, sorelle, amiche, amanti… e mille altre cose. La società occidentale chiede loro perfezione a 360°: non possono errare se vogliono “vincere”. Devono essere macchine e non possono mai abbassare la guardia, concedersi relax. Respirare. Un carico di responsabilità e di stress cui la donna fa fronte. Senza battere ciglio. Senza un lamento. Senza “scioperare” mai. Vi chiedo… cosa succederebbe se tutte le donne europee incrociassero le braccia un solo giorno? Pensateci.
Mi sono reso conto di non aver di fatto risposto alla tua domanda… Per farla breve… Diciamo che potrei descriverti la donna dei miei sogni nei minimi dettagli… ma poi bisognerebbe vedere se io sono il suo “uomo dei suoi sogni”.

L’elogio della donna… e per certi versi non posso che darti ragione – i lettori si sono persi un’esposizione dei fatti dal vivo davvero sentita. Spero che questo traspaia poi anche nello scritto. Insomma mi stai dicendo che rispetti le donne… che sei uno scrittore… che viaggi per l’Europa… e che hai di certo un brillante futuro. Ti prego dimmi che non sei sposato!

(Ride di gusto). No. Non sono sposato. Al momento appartengo alla categoria “felicemente single”. Mia scelta. Adesso ho altro per la testa… sono concentrato sui miei obiettivi a medio e lungo termine. Ma nella vita non sai mai quello che può accadere, giusto?

Ok. Recepito il messaggio. Spero di non aver scatenato una caccia all’uomo con quest’ultima domanda! Sogni nel cassetto?
Tanti. Tantissimi. Ho appena comprato un armadio guardaroba nuovo… (ride).

Grazie Stefano! È stato davvero un piacere. Quando ci ritroviamo – stavolta dal vivo?!
Alla prima del mio film “Life goes on – la vita va avanti”?!

Aggiudicato!


Stefano Labbia
PICCOLE VITE INFELICI
Maurizio Vetri Editore

premio Elison 2017 come miglior romanzo inedito
disponibile da oggi in libreria oppure online dal sito dell’editore www.mauriziovetrieditore.com,
oltre che sulle più importanti piattaforme di vendita online.

Nella Roma dei giorni nostri quattro personaggi in cerca di pace nella quotidianità caotica del mondo (a)sociale del nuovo millennio. Quattro persone si incontrano, si sfiorano, collaborano, vivono, si amano. Poi si perdono di vista, perdono opportunità, occasioni, fanno scelte (talvolta opinabili), si maledicono. Come se niente fosse. Come se tutto ciò che hanno condiviso nel passato recente non avesse alcun valore. Ne emotivamente, nè lavorativamente. Piccole vite infelici parla delle esistenze di Melina, Marco Marcello, Caio Sano e Maya in una Capitale d’Italia glaciale, non per il freddo ma per la nuda e gelida umanità che la anima. Una Roma multiculturale che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti bramosi di essere finalmente valorizzati dall’altro e maledettamente insicuri e complessati nei loro confronti al contempo. Una città, Roma, che sa amarli per poi nascondersi tra le pieghe della sua imponente fragilità, raggomitolandosi su sé stessa per giocare al gatto con il topo con i suoi cittadini tutti. Che l’abitano, la visitano, la colorano. E poi la violentano brutalmente senza alcuna pietà.

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L’autore
Stefano Labbia è un giovane autore italiano di origine brasiliana. 1984,
nato nella Capitale d’Italia. Ha scritto e pubblicato, nel 2016, “Gli orari
del cuore” per Leonida Edizioni, raccolta poetica che racchiude alcune
liriche composte tra l’adolescenza e la maturità. Nel 2017 è tornato in
libreria con “I giardini incantati” (Talos Edizioni). Il Faggio Edizioni ha
pubblicato nel 2018 la sua prima raccolta di racconti “Bingo Bongo &
altre storie“. Questo è il suo primo romanzo

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