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giovedì 09 Dicembre 2021

Incontro cittadino sui plateatici: i tavolini di Venezia al posto originale il 31/12

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A fine anno scadono le concessioni che hanno consentito di moltiplicare i plateatici a Venezia, lo ha garantito l'Assessore

Un gruppo di persone della Comunità di San Giacomo ha organizzato un incontro, per una discussione sui plateatici, in vista della fine della fase “di emergenza”, prevista per il prossimo 21 Dicembre.
I promotori dell’iniziativa hanno cercato di mettere insieme, nei locali della parrocchia di San Giacomo dell’Orio, oltre alle istituzioni locali, rappresentate dall’Assessore al Commercio Sebastiano Costalunga, i soggetti interessati, che non sono solo quelli economici (commercianti ed esercenti), ma anche i cittadini, che oltre a sedersi ai tavoli per un caffè o un aperitivo o per mangiare all’aperto, vivono tutti i problemi che l’espansione eccezionale dei plateatici ha creato in questa fase che sta accompagnando l’uscita dall’emergenza.

La città e i plateatici: trovare un equilibrio condiviso. Questo lo scopo dei rappresentanti promotori Mariolina Toniolo e Mario Santi e dei cittadini, nella consapevolezza che a fine anno scadono le concessioni che hanno consentito di moltiplicare i plateatici per sostenere le attività economiche messe in difficoltà dalla pandemia. Come ne usciamo, si sono interrogati?

La decisione deve essere presa ascoltando tutti: esercenti e commercianti ma anche gli abitanti che si fermano a parlare in campo, i bambini che giocano, tutti quelli che del suolo pubblico fanno quell’uso collettivo e inclusivo che rende viva la città.
San Giacomo potrebbe diventare un esempio, è l’auspicio.

L’Assessore al Commercio ha assicurato che al 31 Dicembre, la situazione rientrerà nei canoni precedenti ( pandemia permettendo), con un’intesa reciproca tra istituzioni ed esercenti che insieme dovranno valutare, appunto, il giusto equilibrio. La mediazione dovrà essere il più possibile condivisa e condotta con il massimo riguardo per la complessità e la delicatezza che il tema impone in termini lavorativi e di vivibilità della città.

La lettera all’Assessore al commercio.

All’assessore al Commercio Sebastiano Costalunga

Buongiorno Assessore,
questa mattina ero presente all’incontro a s. Giacomo sul tema “plateatici”.
La pregherei di guardare il post che ho pubblicato subito dopo sulla bacheca del mio Facebook.

Ritornando a casa, mi sono imbattuta in una situazione quanto mai emblematica di quanto si è discusso. Le allego il link, ma non so se funzionerà. Può sicuramente entrare nel mio profilo FB perché è aperto a tutti.

Come potrà vedere, questa che ho fotografato è una situazione persino paradossale, ma ahimè frequente. 
Ok andare incontro ai commercianti, ma quando è troppo, è troppo!


Sottolineo che prima di filmare sono entrata nel bar segnalando la situazione estrema. La risposta è stata che i turisti avevano spostato il tavolo per stare al sole. Alla mia richiesta di ripristinare la posizione corretta, comunque sicuramente in ogni caso eccessiva!, i responsabili del bar si sono rifiutati. 

Noi, Cittadini senza attività turistiche o comunque commerciali, accettiamo certe “aperture” in periodo covid, ma anche i commercianti/baristi/ristoratori che beneficiano del 50% in più di plateatico devono darsi una regolata e aver rispetto di noi comuni Abitanti Resistenti, Resilienti, Sopravvissuti in questa meravigliosa città, un tempo rispettata e ora abbandonata senza che nessuno sappia proteggerla.

Ma dove sono i controlli? Non li vediamo mai.
E poi solo le multe possono – forse – far rispettare le regole. Ma bisogna che i vigili ci siano e si impegnino a darle, queste multe. E costantemente.

Abbiate rispetto per noi Cittadini!

Franca Simoli
Venezia

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

7 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Ringrazio chi si è fatto carico di denunciare il problema, che non riguarda la sola espansione dei plateatici (di sera si espandono al punto che se qualche ristorante potesse usufruire di un “pontile o barca” metterebbero tavoli anche li’),
    ma anche il rumore molesto fino a tarda ora, gli odori di cucina e pesce fritto, molte cicchetterie sono provviste di camini/canne fumarie non sufficienti alla mole di lavoro
    Il concentrarsi di assembramenti in calli strette che in una situazione di pandemia sarebbe da evitare
    Aggiungo inoltre che, anche se i ristoranti/cicchetterie sono zeppi e probabilmente hanno ben ammortizzato i mancati guadagni del periodo della pandemia dei residenti se ne infischiano non accolgono ne i consigli ne tanto meno le lamentele

  2. Concordo con le persone che hanno espresso il loro grande disappunto per la situazione plateatici, io aprirei , però ,un confronto anche sulla residenzialità e sull’insostenibile situazione degli alloggi per turisti ,spesso totalmente abusivi. E li il Comune dov’è? E i controlli? E i vigili che non si vedono mai? Credo necessiti anche un po’ di mobilitazione dei cittadini residenti che oltre ai disagi pagano regolarmente le tasse

  3. Personalmente non credo alle parole dell’assessore al commercio, è lui stesso un esercente di pubblico esercizio in campo S. Margherita. Siamo prigionieri di un’amministrazione e di un sistema coercitivo che ci toglie il lavoro con il green pass ma non VUOLE TENERE CONTO che anche all’aperto la distanza troppo ravvicinata contagia. Basta vederli i plateatici o fuori da baretti, gente ammassata che oltretutto impedisce o rende difficile il passaggio persino sostando sui ponti, con il rischio di rovesciarti addosso il contenuto dei bicchieri. Camminare per Venezia è d’obbligo la mascherina tanto la gente è accalcata, tante parole che vanno al vento per contenere il turismo di massa e non si fa nulla. Perfino un’arteria come S. Sofia e Strada Nuova è diventata impossibile da transitare. Vorrei capire perché il green pass serve al resto alle categorie di lavoratori ma non per gli esercenti che continuano all’ammassamento esterno ed al consumo al banco. L’anno scorso in piena PANDEMIA eri costretto a sederti ora dichiarata EMERGENZA, mangi e bevi in piedi (controlli inesistenti). Se questa ridicolaggine non fosse che dittatura coercitiva verso chi di lavoro dipendente vive, sarebbe da ridere, ma come sempre, SCHEI E AMICIZIA se fa la so GIUSTIXIA. Del resto basta guardare i SANITARI che l’anno scorso sono stati acclamati come EROI ed ora gli stessi EROI NON VACCINATI SONO STATI SOSPESI, perché? Perché vedi cronaca, non essendoci medici, sono costretti a ridurre il numero di letti, come non bastasse quelli che hanno già tolto. Un esempio a cosa è servita la PANDEMIA SARS-COV-2. Siamo con le spalle al muro.

  4. Condivido pienamente la determinazione di AZ nel suo commento.
    ….” la situazione rientrerà nei canoni precedenti con un’intesa reciproca tra istituzioni ed esercenti che insieme dovranno valutare, appunto, il giusto equilibrio. “…? Questo già preannuncia che non torneranno come prima!
    L’intesa infatti “tra istituzioni ed esercenti” …: e i cittadini (dato che il suolo è pubblico, quindi …dei medesimi)? Niente: dovranno subire! Subire ancora, come se non bastasse il caos delle vergogne chiamate “Movide” in giro per Venezia, la folla quotidiana di turisti che rende Venezia invivibile, inarrestabili ormai nemmeno da pioggia e acqua alta!
    Ma vogliamo ricordare al Comune che i plateatici sono prevalentemente da sempre stati oltre quanto concesso, e che quindi anche la “normalità” andrebbe ridotta?
    Basta vedere Campo San Geremia dove ci sono bacheche persino nel mezzo del percorso principale che sembrano posti di blocco, e le sanzioni, se elevate, sono talmente irrisorie che tutto rimane invariato!
    Alla seconda sanzione il plateatico andrebbe revocato!
    Anche a San Giacomo gli spazi per i bambini son sempre più ridotti a causa di nuovi plateatici (che lì non andrebbero concessi: lasciamogli almeno un campo, dato che a Venezia non ci sono praticamente parchi dove giocare ed andare in bici), e andrà peggio se aprirà un nuovo ristorante all’ex Teatro di Anatomia che era della Regione.
    Lancio quindi un appello affinché i cittadini si mobilitino e pretendano non solo il ripristino integrale del pregresso, ma pure la sua riduzione, nonché seri controlli e revoche per i recidivi, e tracciatura, seppur in modo sobrio e minimo, sul lastricato del limite concesso.
    Basta sacrificare i cittadini per gli affari dei soliti noti e per il turismo!
    Prof. Fabio Mozzatto – Veneziano D.O.C.

  5. Grazie per aver scritto, gentile AZ. Mi permetto di aggiungere che oggi come non mai c’è bisogno di conciliazione, di esseri umani che si comprendano. L’eccesso dei plateatici in fondo è nato dopo la crisi economica. Questo solo per dire che tutto è rimediabile se c’è reciproco ascolto. E gli eccessi rientreranno grazie alla condivisione che la città saprà darsi, attraverso la partecipazione. e la voglia di aver cura della nostra Venezia.
    Credo non ci sia altra strada alla luce dei conflitti che crescono ogni giorno nella cittadinanza. Abbiamo bisogno di rinforzare la civiltà, questo sembrano suggerire Mariolina Toniolo e Mario Santi, promotori dell’incontro a San Giacomo dell’Orio con la loro solidale Comunità.

  6. Confesso che sentire parlare di giusto equilibrio mi spaventa: L’Assessore al Commercio ha assicurato che al 31 Dicembre, la situazione rientrerà nei canoni precedenti ( pandemia permettendo), con un’intesa reciproca tra istituzioni ed esercenti che insieme dovranno valutare, appunto, il giusto equilibrio. La mediazione dovrà essere il più possibile condivisa e condotta con il massimo riguardo per la complessità e la delicatezza che il tema impone in termini lavorativi e di vivibilità della città. Scusate ma a mio parere non deve esistere mediazione di sorta. Ritengo che tutti i plateatici debbano SOLO E SEMPLICEMENTE tornare tutti all’origine. Voglio proprii vedere schiere di vigili urbani che rimettono TUTTI i commercianti in riga. Credo che quest’estate abbiano avuto ampie possibilità di riprendersi, al contrario di noi cittadini che ci siamo ritovati nuovamente in stato d’assedio e con tavoli e tavolini in ogni dove. Basta. Per favore basta!

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