Il problema dell’omosessualità non si affronta né demonizzando né assecondando

ultimo aggiornamento: 21/09/2015 ore 20:02

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Nell’odierno panorama culturale, l’omosessualità maschile, sdoganata dall’area dei tabù, ammicca dai cartelloni pubblicitari e dagli spot televisivi, viene gridata nei gay pride e in qualunque programma televisivo, ma viene sottaciuta nella sua dimensione di sofferenza individuale.

E’ nota la crisi dell’identità maschile e la crescente incertezza della definizione di “genere sessuale”, ma prevale lo stereotipo politically correct per cui bisogna vivere e accettare serenamente il proprio essere gay.
Il malessere legato alla percezione della propria omosessualità è poco riconosciuto e considerato non tanto una drammatica incognita interiore, ma il risultato di una chiusura moralistico-religiosa della società.

Chi si prodiga a difendere i “diritti” degli omosessuali, in realtà opera verso di loro una spregiudicata azione di indifferenza e cinismo, mascherata sotto le mentite spoglie della comprensione e della solidarietà.
Favorire o assecondare lo stato di omosessualità, non equivale certo a fare del bene ai “diversamente orientati” , a meno che si abbia voglia di scherzare raccontando la favoletta che l’amore sterile tra gay generi alcunchè di buono.


Se veramente si avessero a cuore gli omosessuali dovremmo indicare vie e soluzioni meno ipocrite. Alcune risposte stanno arrivando dalla psicologia cosiddetta “ricostitutiva”, basata sugli studi empirici della identità sessuale.
Autorevoli psicologi che da anni lavorano in questo campo possono documentare numerose “guarigioni” di persone gay che hanno iniziato una terapia psicanalitica seria e sono completamente usciti dal tunnel di una personalità incompiuta (vera radice dell’omosessualità).

Certo, per gli omosessuali il primo passo da fare sarà gettare alle ortiche le bandiere ideologiche dell’orgoglio gay e riconoscere umilmente e senza complessi il proprio bisogno d’aiuto. La società invece, dovrebbe avere il coraggio di infrangere il luogo comune imposto dai media, secondo cui bisognerebbe arrendersi al fatto che omosessuali si nasce.

Il problema dell’omosessualità non si affronta, né demonizzando né assecondando, ma tentando il recupero, liberamente e senza costrizioni.


Gianni Toffali
Verona

21/09/2015

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