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domenica 25 Luglio 2021

Il museo delle promesse infrante – Il luogo dove il passato vuol far pace con il presente

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il museo delle promesse infrante elizabeth buchan

A volte fatichiamo a lasciarci il passato alle spalle. A volte dovunque posiamo l’occhio, quell’oggetto o quella foto, ci riportano odori ed immagini di un passato che pensavamo ormai alle nostre spalle. Per questo a volte dobbiamo incamminarci su quella strada che ci porta a riappacificarci con quello che è stato per vivere al meglio il presente.

Il nuovo libro di Elizabeth Buchan, Il museo delle promesse infrante, della edito da Nord, ci porta proprio a metterci in contatto con il passato per vivere al meglio il presente attraverso la storia di Laure, ma anche attraverso gli oggetti di questo museo, visti non come meri soprammobili ma come co-protagonisti di questa vicenda, con un’ anima e con qualcosa da dire.

Esiste, infatti, un museo, a Parigi, dove non sono custoditi né quadri né statue. In questo museo si conservano emozioni: ogni oggetto – un vecchio telefono, una scarpetta bianca, un biglietto del treno – è infatti il segno concreto di un amore perduto, di una fiducia svanita, di una perdita. Cimeli donati da chi vorrebbe liberarsi dei rimorsi e andare avanti. Come la curatrice, Laure, che ha creato il Museo delle Promesse Infrante per conservare il suo ricordo più doloroso: quello della notte in cui ha dovuto dire addio al suo vero amore.
Quando Laure lascia la Francia e arriva a Praga, nell’estate del 1986, ha l’impressione di essere stata catapultata in un mondo in cui i colori sono meno vivaci, le voci meno squillanti, le risate meno sincere. Poi capisce: lì, la gente è stata costretta a dimenticare cosa sia la libertà. Eppure qualcuno non si rassegna. Come l’affascinante Tomas, incontrato per caso a uno spettacolo di marionette. Per lui, Laure è pronta a mentire, lottare, tradire. Ma ancora non sa di cosa è capace il regime, né fin dove lei dovrà spingersi per salvarsi la vita. Laure si è pentita amaramente della scelta che ha dovuto compiere tanti anni prima ed è convinta che non avrà mai l’occasione per sistemare le cose. Eppure ben presto scoprirà che il Museo delle Promesse Infrante è un luogo in cui le storie prendono nuovo slancio, spiccano il volo verso mete inaspettate. E magari ricuciono i fili strappati dal destino. Come quelli che la legano a un uomo che aspetta solo un cenno per mantenere la sua promessa.

Il museo delle promesse infrante è un’opera che fa riflettere e ci commuove, nonostante tutto il libro sia pervaso da una certa oscurità che riflette la fine degli anni ’80 con gli echi della caduta del muro di Berlino e della Guerra Fredda. Ma è anche un’opera che mette al centro le persone con i loro ricordi, i loro sogni, amori e speranze e anche i luoghi che si intrecciano a loro volta con le persone come a dire che ognuno di noi è anche il posto in cui vive o è cresciuto, ma nel quale troppe volte facciamo fatica ad inserirci.

Laure è un personaggio particolare, una protagonista che può sembrare passiva a cui verrebbe voglia di dare una scossa (soprattutto nella sua ingenuità iniziale), ma che se si va oltre le righe, e la bellissima penna della Buchan ce lo permette, si riesce a comprendere tutto il suo percorso, la sua sofferenza e certi suoi comportamenti e il suo bisogno profondo e recondito di libertà. Perché quello che fa l’autrice con maestria è tracciare la linea tra giovinezza ed età adulta, conducendoci per mano nella storia di Laure un personaggio in cui gioia e dolore si fondono come nella vita vera.

Questo è un libro dove all’inizio per alcuni sarà difficile riuscire a rimanere incollato, ma se riuscirete a superare le difficoltà iniziali, vi assicuro che vi ritroverete in un romanzo splendido, in grado di toccare ogni corda del vostro cuore.

Sara Prian

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