Giulia Busato di Masterchef 9: “La ricetta per trovare il coraggio, è fare”

ultimo aggiornamento: 04/03/2020 ore 08:12

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Giulia Busato di Masterchef 9 : “Venezia legata alla surrealtà”. Nostra intervista.

Giulia Busato Masterchef9Passione. Una passione che brucia negli occhi, che pulsa nelle vene e che ti fa uscire dalla tua comfort zone per seguire i tuoi sogni. Nella società in cui viviamo, si sente troppo spesso parlare di gioventù bruciata, di giovani che non hanno voglia di fare e che si perdono. Ma non sempre è così, anzi ci sono giovani che portano avanti i loro ideali e le loro passioni e che trasmettono questa voglia di fare attraverso i loro gesti e i loro occhi, che parlano più di mille altre parole che possono essere usate per descriverli.

Tra questi giovani, c’è anche Giulia Busato, classe 1987 da Noale, ma che ora vive a Treviso e che ha da poco terminato la sua avventura nella classe della nona edizione di Masterchef. L’abbiamo raggiunta telefonicamente per una bella chiacchierata sulle passioni, i sogni e le sue origini veneziane.


«La passione – ci racconta Giulia – alla fine la passione porta il caso ad avvicinarsi a te, ti porta a toccare prima o dopo i posti giusti o ad essere in contatto con delle situazioni semplicemente perché quella passione brucia, arde e prima o dopo qualcuno, da qualche parte, la vede».

Giulia è una persona semplice, con dei grandi valori e un bisogno di raccontare la sua esperienza, raccontare la sua passione. Viene spontaneo chiederle, quindi, con che ricetta si descriverebbe.
«Una pizza. Una pizza perché è un qualcosa che è per antonomasia includente e conviviale. Sia per la forma, sia per il fatto che appunto se ne possono fare di tutti i tipi, che si può dividere. Potenzialmente ogni spicchio può contenere la qualunque e abbracciare qualsiasi cosa, questa è un’idea che mi piace un sacco. Poi ricordiamoci la base che non è meno importante. Troppo spesso la si trascura concentrandosi su quello che sta sopra. Quindi nella ricetta per descrivermi ci sarebbe una base pizza fatta bene con il mio levito madre e tutte le cose naturali e poi sopra ci metterei sicuramente quello che viene dal mondo vegetale, perché secondo me è il futuro e deve far parte del nostro quotidiano, in maniera più importante; come protagonista e non come comprimario come spesso siamo abituati a fare. Aggiungerei anche dei cibi speziati perché amo molto anche le spezie che danno un bel tono al piatto. Metterei un po’ di tutto, partendo dal dolce, ma anche l’amaro (come il radicchio di questo periodo) e una punta di acidità che ci va sempre, magari condita con un po’ di ironia e poi ci metterei del buon formaggio grana. E il piccante ci deve essere per forza, senza andare a coprire, devo aiutare la vita e anche il piatto».

Giulia Busato Chef LocatelliE a volte per fare il primo passo verso la porta aperta dei nostri sogni, bisogna anche incontrare le persone giuste. Persone che credono in noi, più di quanto noi crediamo in noi stessi. Per Giulia è stato così, prima sua moglie Alessia l’ha iscritta a MasterChef e poi, quando tutto sembrava perduto, lo Chef Locatelli, ha deciso di puntare su di lei.
«Quando Locatelli ha messo la firma su di me è stata una cosa fortissima. Non mi aspettavo i due no, perché i giudizi non erano stati così negativi, quindi sono rimasta pietrificata. Poi, mentre me ne stavo andando, ho sentito questa voce fuori campo tipo deus ex machina. Fatalità tutte le cose che nel programma ho fatto bene erano sempre legate allo Chef Locatelli, una serie di coincidenze pazzesche. Se io sbagliavo quella coincidenza, quella coincidenza non sarebbe mai esistita e invece, fatalità, succedeva».


Eppure Giulia fino a poco tempo fa non avrebbe mai creduto di fare una cosa come un programma in prima serata su Sky Uno «Non avrei mai pensato di fare una cosa come MasterChef. Prima perché voleva dire andare in tv, io non volevo nemmeno le foto al matrimonio, fai te! Però c’era la passione e la Passione muove il mondo. Ringrazio gli autori MasterChef perché la mia prima uscita, quando mi sono presentata lì con il carrello, l’hanno commentata proprio con questa tema con la passione che muove il mondo ed è assolutamente così. Se non facciamo quello che ci appassiona, la nostra vita finirà per divergere da quello che siamo e non possiamo fare bene».

Ma torniamo al territorio e a quale ingrediente legato al nostro Veneto le stuzzica di più la fantasia nel momento di creare una ricetta. «L’ asparago sia bianco che verde. So che è impegnativo è che si trova in un periodo confinato da marzo-maggio, ma lo adoro. L’ho raccolto per molti anni all’alba, perché quello bianco lo devi raccogliere prima che il sole lo vada a colpire. Andavo in bicicletta a 10km da casa e arrivavo lì, per me era una disperazione se per qualche motivo saltavo l’appuntamento. Puoi farci un sacco di cose con l’asparago: puoi mangiarlo crudo, marinato, farci dei risotti, in saor, in umido, grigliato; è colore, è primavera che risveglia tutti i sensi. Anche il mondo del vino e delle vendemmia mi entusiasma tantissimo, perché è un mondo vivo fatto di fermenti, di vita. Un inno alla convivialità».

Giulia Busato Masterchef 9
Se invece andiamo a parlare di Venezia, Giulia ha un occhio di riguardo, un punto di vista poetico e assolutamente condivisibile «La cosa che mi manca di più è perdermi per la città, per le calli volontariamente, perché ti trovi in angoli e situazioni bellissime, senti il rumore dei tuoi passi. Venezia per me è legata alla surrealtà. Perché ti trovi in questo spazio senza tempo, bellissimo, che non sembra reale. Ti perdi e scopri la bottega, l’artigiano, un tramonto che sbuca da una calletta, che non puoi nemmeno raccontare. Ti verrebbe anche da fotografarla, ma non sarà mai come la foto che fai con gli occhi. Come quando fai il Ponte della Libertà che idealmente collega la realtà a questo spazio, questo tòpos che è Venezia: è come stessi passando la linea del tempo e dello spazio».

Giulia ha 32 anni, fa parte di quella generazione di millennials che viene troppo spesso criticata come generazione che fa fatica a trovare il suo posto nel mondo, ma la ragazza, come molti della sua età, ha le idee ben chiare, ci vuole coraggio, nonostante la paura e l’ansia che molte volte ci prende lo stomaco e non ci fa fare il passo decisivo. «La ricetta per trovare il coraggio, è fare, mettere un piede davanti all’altro. La dimensione dell’essere è fare. Adesso ci siamo spostati su una dimensione digitale di “posto ergo sum”, perché se non ti dico che sto mangiando lì, che sto bevendo là, che sto vivendo un momento felice, non sono. Invece la dimensione dell’essere è fare e bisogna fare adesso, perché il tempo è questo, è il tempo presente. Poi le cose vengono come l’appetito che vien mangiando. Ho un sacco di strada da fare, è un work in progress quotidiano fino all’ultimo dei miei giorni però alla fine sono contenta, pur con i miei limiti e i miei difetti e con il desiderio di continuo miglioramento che non ci deve mai abbandonare. Sono frutto di tutte le mie cadute, sono frutto di tutte le lacrime, sono frutto di un sacco di amore che ho ricevuto in maniera trasversale nella mia vita e non ultimo in questa esperienza».

E noi siamo sicuri che Giulia farà strada perché lei, alcuni dei suoi compagni di Masterchef, ma anche molti ragazzi di questa generazione, hanno un fuoco che brucia dentro. Incrociate il loro sguardo, lo troverete lì a farsi strada nei loro occhi.

Sara Prian

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