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Forbici, come far rivivere i racconti di un grande scrittore americano come Carver

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A metà fra una pièce teatrale e un manuale di scrittura creativa, “Forbici” dell’autore francese Stephane Michaka, edito dalle Edizioni Clichy, ripercorre le travagliate vicissitudini dello scrittore americano Raymond Carver, il suo rapporto con la moglie, con il suo editor e con la vita.

A quindici anni Raymond Carver decise che da grande avrebbe fatto lo scrittore ed è proprio del suo sogno e della realizzazione di esso che parla il romanzo di Michaka. Da Yakima, cittadina in cui visse per gran parte della sua esistenza, scrisse e decise di inviare i suoi racconti ad un editor particolarmente esigente, Douglas (nella realtà Gordon Lish). Affascinato dalla scrittura di Carver, il curatore decise di pubblicarne i racconti, ma con numerosi tagli, da ciò il soprannome di Forbici.

Racconti che lo scrittore francese ha deciso di inserire all’interno del romanzo, ma rendendoli propri. Escludendo volontariamente quelli scritti dal vero Carver ed ispirandosi alla tormentata vita di lui, tra eccessi di alcol e dolorose vicende sentimentali, ha creato quattro racconti nei quali lo struggimento, le angosce, le speranze e l’amore la fanno da padrone, conducendo per mano il lettore nel microcosmo dell’esistenza del celebre scrittore.

Il ruolo più importante infatti, lo ha proprio la scrittura. Essa è fonte d’ispirazione, è motivo di litigi, ossessioni, da essa dipendono e sono legate le vite dei protagonisti.
Raymond è da sempre disposto a tutto pur di diventare uno scrittore, pronto a rinunciare e a mettere in serio pericolo il rapporto con la moglie Marianne (nella realtà Maryann), che dal canto suo è quasi “gelosa” dell’abilità del marito di poter scrivere e stanca del suo abuso d’alcol. Douglas invece, ossessionato dalla scrittura e speranzoso del talento di Carver, lo spinge ancor di più a trascurare la moglie e a dedicarsi al suo sogno, rassicurandolo “Tu hai qualcosa da dire, ma troppe parole per dirlo. E a quel punto intervengo io”.

“Forbici” stupisce subito per la sua scorrevolezza, è infatti impossibile non leggerlo tutto d’un fiato. La divisione in parti, proprio come un copione, piuttosto che in capitoli, il mescolare pensieri e dialoghi verosimili ed inverosimili e l’agire istintivo dei personaggi, rende il libro una sorta di biografia appassionata, dove finzione e realtà convivono, dando vita ad romanzo da comprendere, vivere e respirare.

Alice Bianco

[28/01/2014]

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