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Falsi volontari chiedono soldi alla gente che prega: parroco che si intromette minacciato

[quads id=1] Si sono finti sordomuti e facendo leva sul sentimento di pietà che incute una menomazione fisica, hanno messo in scena un utile copione in alcune chiese dell’area marciana. Sono un gruppo di giovani apparentemente di etnia rom, secondo le testimonianze, e chiedono una donazione ai fedeli ma ancor di più ai turisti, ai […]

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Si sono finti sordomuti e facendo leva sul sentimento di pietà che incute una menomazione fisica, hanno messo in scena un utile copione in alcune chiese dell’area marciana.
Sono un gruppo di giovani apparentemente di etnia rom, secondo le testimonianze, e chiedono una donazione ai fedeli ma ancor di più ai turisti, ai visitatori dei luoghi di culto, ben circostanziata.
Muniti di cartelline e penna, invitano a firmare su fogli distinti da tre bandiere per il riconoscimento della lingua, indicano le scritte che ‘certificherebbero’ la loro appartenenza ad associazioni che si occupano di sordomuti e disabili, e a quel punto, chiedono l’offerta.
(Le associazioni ‘vere’ raccomandano di non fidarsi di chi chiede denaro in loro nome perché questo stile non appartiene alla deontologia delle associazioni qualificate N.d.R.).
La tattica non finisce qui: gli strateghi dell’imbroglio controllano astutamente la vittima prescelta, che stava magari pregando ed esibiscono i fogli delle precedenti donazioni che suggeriscono decine di euro, tanto da spingere a fare altrettanto.
Forti dell’esperienza e sicuri del loro piano, già sperimentato con successo fin dall’anno scorso, non sfuggono però agli occhi del parroco don Roberto Donadoni, Don Roberto Donadoni, parroco responsabile delle chiese di San Zulian, San Salvador, San Moisé, Santa Maria del Giglio e San Zaccaria, e del sacrestano, che si accorgono di strani movimenti e indagano.
Le telecamere di sorveglianza e una costante lettura dei fatti hanno permesso di ricostruire le malefatte dei giovani.
Il parroco responsabile delle comunità e delle chiese dell’area marciana in centro storico, si è spesso rivolto alla polizia, ma la banda, abile e complice nell’azione, è sempre riuscita a sfuggire ai controlli.
Le poche volte che i sacrestani sono riusciti ad avvicinarli e a redarguirli, hanno reagito con aggressività e, tirando fuori la voce, li hanno insultati.
Don Roberto Donadoni, che l’anno scorso ha vinto la sua battaglia contro il Covid, ora vuole riportare pace ai luoghi di preghiera che gli sono stati assegnati e serenità ai fedeli e ai visitatori occasionali.
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La storia sembra interrompersi domenica mattina, quando due ragazzi della gang entrano in chiesa confondendosi con i fedeli.
Sotto il braccio, le loro cartelline con il materiale utile alla truffa, ma mentre sono in azione, il sacrestano li riconosce e avverte il parroco, che a questo punto arriva in chiesa per fermarli, ma riceve una reazione minacciosa, anche se solo verbale.
A don Roberto non resta che chiamare i carabinieri, che questa volta arrivano in tempo per interromperli e accompagnarli nel vicino presidio di polizia.

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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