Detenuto ruba pistola alla guardia ed evade dall’ospedale di Lecce

ultimo aggiornamento: 07/11/2015 ore 17:58

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Detenuto ruba pistola alla guardia ed evade dall'ospedale di Lecce

Un anno fa aveva ucciso. Per questo era detenuto con condanna all’ergastolo.
Fabio Perrone è ritenuto un ‘duro’ vicino alla Sacra Corona Unita. E’ lui il detenuto ergastolano 42enne che questa mattina ha sottratto la pistola d’ordinanza ad un poliziotto penitenziario, ha ferito tre persone ed è fuggito dall’ospedale di Lecce ove si trovava per essere sottoposto ad un esame medico.

Fabio Perrone, il 28 marzo del 2014, secondo la condanna aveva ucciso nei pressi di un bar, a
Trepuzzi, il 45enne di etnia rom Fatmir Makovich ferendo gravemente suo figlio sedicenne. L’omicida venne preso qualche giorno dopo.
Sei anni prima di quel giorno aveva finito di scontare una condanna a 18 anni di reclusione perché coinvolto nelle attività mafiose della Sacra corona unita.


La vicenda di marzo 2014 racconta che nel bar nel quale le vittime e loro connazionali stavano concludendo la serata. Nel locale entrarono Perrone, due suoi amici e una donna. Tra i due gruppi cominciò una rissa con Makovich che avrebbe spintonato l’evaso e schiaffeggiato uno dei due amici.

Fabio Perrone, a questo punto, secondo la ricostruzione degli investigatori, uscì dal locale, andò a prendere dalla sua auto una pistola e rientrò nel locale dove cominciò a sparare contro Makovich e il figlio che avevano trovato riparo nel bagno. Il padre morì sul colpo, il ragazzo rimase ferito in modo grave.

L’intera città di Lecce e la provincia sono passate al setaccio dalle Forze dell’ordine impegnate in una imponente caccia all’uomo dopo l’evasione da film di Fabio Perrone.
Intanto si apprende che l’ergastolano per fuggire ha ferito a colpi di pistola due persone nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, mentre un’altra è stata investita con l’auto all’esterno del nosocomio.
Alle ricerche stanno prendendo parte polizia, polizia penitenziaria e carabinieri.


Fabio Perrone viene cercato soprattutto passando al setaccio il litorale a nord di Lecce, zona che in passato è stata frequentata dall’evaso.
Gli investigatori sono coordinati dal procuratore aggiunto antimafia Antonio De Donno.

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