Domenico Maurantonio non si è suicidato, il giallo del malore

ultimo aggiornamento: 14/05/2015 ore 05:56

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Domenico Maurantonio no suicidio malore

Un’ombra di mistero si racchiude attorno alla morte di Domenico Maurantonio, 19enne di Padova precipitato nella notte tra sabato e domenica dalla finestra di un hotel di Milano, dove si trovava in gita con la scuola. La mamma non si rassegna, non crede al suicidio e vuole che venga fatta luce sull’accaduto.
Ieri la Squadra Mobile ha ritrovato le scarpe del ragazzo ed ha confermato di indagare su tutte le ipotesi, anche se già si esclude si possa trattare di suicidio, perché non ci sono elementi che portino a pensare che Domenico avesse motivi per farlo. La famiglia del ragazzo la pensa allo stesso modo, compreso il cugino della madre, il magistrato Palo Fietta.
Oggi i genitori andranno a Milano per il riconoscimento del cadavere e subito dopo verrà eseguita l’autopsia, disposta dal pm Claudio Gittardi, colui che ha aperto un fascicolo, per ora senza indagati né ipotesi di reato.

Domenico Maurantonio, assieme al resto della classe, aveva trascorso la giornata tra la Triennale e l’Expo, accompagnati da tre insegnanti del liceo scientifico Ippolito Nievo di Padova, dopo cena, una volta rientrati in hotel, i ragazzi sono rimasti a parlare nella hall fino all’1 di notte, quando Domenico è tornato in camera sua. I compagni hanno detto di essersi addormentati intorno alle 2 e, al risveglio, di non averlo trovato nella stanza.
A scoprire il corpo, lungo disteso per terra sul cemento davanti a una porta di servizio, è stato un addetto della struttura, che ha subito avvertito le forze dell’ordine, giunte sul posto mentre i ragazzi stavano facendo colazione.


Gli investigatori hanno immediatamente interrogato i compagni delle due classi quinte, gli amici escludono avesse bevuto troppo, ma la conferma arriverà solamente nelle prossime settimane dopo i risultati dell’autopsia, degli esami tossicologici e dei test sui residui organici trovati vicino alla finestra. Si dovrà inoltre chiarire l’origine di alcuni strani lividi presenti su un braccio e «non compatibili con le ferite provocate dalla caduta».

Il mistero resta: come ha fatto un ragazzo di 19 anni come Domenico Maurantonio, che era sereno e aveva passato una bella serata, tranquilla, con i compagni di scuola, a cadere da quella finestra? E’ questa la domanda che si pongono tutti, tra Milano e Padova, la città dove viveva lo studente precipitato nella notte tra sabato e domenica dal quinto piano di un albergo che ospitava lui e la sua classe del liceo scientifico Ippolito Nievo di Padova in visita a Expo.
La Polizia al momento indaga ancora su “tutte le ipotesi”, ma una di queste, appunto, il suicidio, viene però ritenuta “quella meno probabile”.
Secondo quanto spiegato in Questura, le impronte sono state trovate nei pressi della finestra da dove sarebbe precipitato il giovane, e sono in corso gli esami dattiloscopici per attribuirle con esattezza. Si visionano intanto anche le telecamere dell’impianto di videosorveglianza, e sono stati sentiti e risentiti compagni e professori, oltre al padre arrivato ieri da Padova, dove il ragazzo viveva.

Al giallo si aggiunge giallo: tra tutte le ipotesi formulate in queste ore c’è da registrare anche la versione del giornale Il Gazzettino che, con il numero di questa mattina in edicola, ipotizzava la teoria di un malore, verso le due di notte, di Domenico che sarebbe uscito dalla camera per cercare un bagno, forse a pochi minuti dal tragico epilogo della morte.


Alice Bianco

12/05/2015

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