Disobedience Rachel Weisz Rachel McAdams

Diṡobbediènza (o diṡubbidiènza) s. f. [der. di disobbedire, disobbediente]. – 1. Atto con cui si disobbedisce, trasgressione a un ordine: d. ai genitori, alle leggi, a un regolamento, alla Chiesa.

Questa è la definizione che si legge sulla Treccani al termine “disobbedienza”. Ma cosa vuol dire davvero? Seguire il proprio istinto, seguire se stessi e quello che si è, nei limiti della legalità si intende, anche se non è accettato dagli altri, dalla società pre costituta è davvero un atto di disobbedienza o, piuttosto, un atto di amor proprio?

Questo e molto altro si affronta nel bellissimo libro di Naomi Alderman, Disobbedienza appunto, che uscirà con una nuova copertina questo autunno per Edizioni Nottetempo in contemporanea con l’uscita nelle sale del suo adattamento cinematografico di Sebastián Lelio con Rachel McAdams e Rachel Weisz.

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Ronit, figlia di un rabbino, cresce all’ombra dell’universo claustrofobico e insieme rassicurante di una comunità ebraica ortodossa, i cui tempi sono scanditi dalle regole del rapporto con Dio e la Sinagoga. Insofferente a quel mondo ultra-ortodosso, se ne distacca in nome di una trasgressione che le permette di recuperare un’identità e una diversità. Da un sobborgo ebraico londinese allo sconcertante paradiso di libertà e autoaffermazione di Manhattan, da cui torna per la morte del padre, la protagonista compie un viaggio à rebours ricco di scoperte esilaranti ma anche molto dolorose.

Tesi e antitesi. Definizione e negazione della stessa. Ogni capitolo di Disobbedienza si apre con una frase tratta dai testi ebraici (tesi) a cui fa seguito la prosa che dimostra l’esatto contrario di ciò che lì viene descritto e di come i personaggi con il loro comportamento, mettano in dubbio ciò che viene enunciato nelle Scritture e la loro interpretazione.

Alderman ci porta in una comunità soffocante e ci fa desiderare il bisogno di libertà, ce lo fa bramare e assaporare con Ronit prima e spingendoci a fare il tifo per Esti e per la sua mancanza di punto di vista poi. Questo è sottolineato anche dalla scelta dell’autrice di farci raccontare in prima persona il punto di vista di Ronit, mentre in terza quello di Esti ancora soggiogata dalle regole della comunità ebraica ortodossa. I loro, anche se percepiti in maniera diversa dal lettore, sono gridi di aiuto, di sofferenza da parte di due donne lesbiche o bisessuali ancora in lotta con un cultura rigida che le ha plasmate.

Disobedience Naomi Alderman
Il loro è un fuggire e rincorrersi. Uno scappare dal passato, un correre verso un futuro che si desidera in un modo, ma che sembra già pre fabbricato da altri. In ogni pagina si sente un anello della catena che le teneva ancorate al passato rompersi e, soprattutto per Esti, ogni pagina è un respiro in più che può fare. Nel film “Tuo, Simon” uscito nelle sale da poco, dove si tratta di un ragazzo adolescente che fa outing, c’è una scena toccante in cui sua madre, una volta venuta a conoscenza dell’omosessualità del figlio dice “Hai trattenuto il respiro fino adesso, ora puoi respirare”. E la stessa cosa succede qui alle protagoniste pagina dopo pagina.

Alderman osa e non si tira indietro. Colpisce la sua cultura e non ha paura di dire cosa c’è di sbagliato nella società e, con le sue parole, smuove le coscienze cercando di cambiare un mondo chiuso e senza luce. L’autrice è una donna intelligente, come le sue due protagoniste, ha un acume che la fa andare oltre le apparenze, che la fa scavare nel cosa voglia dire essere gay e anche religiosa, di come le due cose si scontrino, ma possano convivere e lo fa con una forza prorompente ed un’ironia che permette al lettore di comprendere al meglio le incrinature di questa società. La reticenza tipica britannica qui viene superata e il silenzio viene rotto da un fiume di parole che disobbediscono alla prosa classica e passano dalla prima alla terza persona in maniera agevole, lasciandoci incollati alle pagine.

Disobbedienza, non solo un titolo quindi, ma quasi un comandamento, è uno di quei libri con una forte identità, che racconta non solo una storia d’amore, ma la storia di due anime coraggiose, di due esseri umani combattenti la cui forza interiore e la loro intelligenza è in grado di portare alla luce le problematiche del contesto in cui sono inserite, facendo così riflettere chiunque si trovi a leggere questa straordinaria opera.

Sara Prian

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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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