Damiano Zugno, morto il calciatore veneziano. Il ricordo di un compagno e delle squadre

ultimo aggiornamento: 20/04/2020 ore 18:05

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Damiano Zugno
È morto nella notte a 31 anni il calciatore dello Zero Branco, Damiano Zugno.

“Calcio e scuola così combatto il tumore”. Lo diceva spesso Damiano Zugno, 31 anni. Era molto conosciuto nel mondo del calcio veneziano e insegnante all’Istituto Paritario Galilei di Treviso.

Aveva giocato in diverse squadre del Nordest e della provincia di Venezia: Spinea, Martellago, Istrana e Zero Branco. Era stato capitano della Fc Spinea e della Fc Calvi Noale, capitano e difensore dell’Istrana.


Il mondo dello sport piange l’atleta benvoluto dai compagni, che viene ricordato come una persona solare, positiva e combattiva.

Aveva infatti lottato contro la malattia, come faceva sul campo da calcio, e sembrava averla sconfitta.

Due anni fa si era sottoposto a un delicato intervento chirurgico per rimuovere il tumore e dopo l’operazione era tornato a giocare, la sua grande passione. Sembrava aver superato il male, che purtroppo è tornato, più aggressivo di prima.


Dopo esser entrato in coma, Zugno si è spento ieri notte all’ospedale di Treviso.

Zugno era originario di Mirano ma viveva a Scorzè con la famiglia. Aveva iniziato la carriera sportiva nelle giovanili del Venezia per poi passare alla Vigontina.

Tanti i messaggi di stupore e cordoglio che stanno arrivando in queste ore alla famiglia e sui social, ne citiamo alcuni, da parte di un compagno, di alcune squadre in cui l’atleta ha giocato, e del sindaco di Martellago.

IL RICORDO DI UN COMPAGNO
Un compagno di squadra, Riccado Bonvicini, scrive su Facebook: “Vibra il cellulare, nuovo messaggio da Cristiano Vescovo, allenatore dello Zero Branco: “Ciao Riccardo, sono Vescovo, volevo informarti che ci ha lasciato Damiano Zugno, se vuoi altre informazioni chiedi pure”. Gli rispondo “Ciao mister, ti ringrazio per la notizia, posso chiederti il motivo del suo addio?”. Penso che abbia semplicemente lasciato lo Zero Branco, squadra con cui giocava da dicembre, però inizia a venirmi un tremendo sospetto. Apro Facebook e mi appaiono messaggi di cordoglio da tutto il mondo calcistico regionale: resto letteralmente gelato”.

Il messaggio del collega e amico prosegue: “Damiano Zugno, il Capitano, nel 2018 aveva ricevuto una tremenda notizia, di quelle che abbattono chiunque: tumore al cervello. Lui però da buon difensore aveva saputo arginare il male tanto che nel gennaio del 2019 era tornato in campo con l’Istrana, per uno scherzo del destino contro la Calvi Noale, squadra con cui aveva giocato qualche anno prima. Lo stadio era esploso in un’improvvisa quanto meritata standing ovation. Nel frattempo mi arriva la risposta di mister Vescovo: “Ai primi di marzo mi aveva detto che aveva un po’ di mal di testa, era andato a farsi vedere e i medici avevano riscontrato che il tumore che si era riallargato. Lui però era tranquillo. Sabato mattina mi aveva detto che si sentiva bene e che da lunedì avrebbe ripreso ad allenarsi. Improvvisamente però è entrato in coma, nessuno è riuscito a darsi una spiegazione, è salita anche la febbre e stanotte non ce l’ha più fatta”.

Nel post, che prosegue, c’è tutta la disperazione dell’amico: “Vengo travolto da un mare di sentimenti contrastanti: rabbia, tristezza, smarrimento. Mi viene in mente quando l’ho conosciuto, tre anni fa a Musile di Piave quando nella 1^ edizione dei Tuttocampo Awards lo premiai come miglior difensore della Promozione D 2016-2017: ci scambiai appena due parole ma capii al volo che era una persona non comune.

I messaggi di cordoglio che arrivano in questi minuti in modo trasversale dal mondo del calcio veneto ne sono la testimonianza: difensore roccioso e arcigno ma corretto e leale. Classe ’88, era nativo di Mirano e abitava a Scorzè. Gli inizi con il settore giovanile del Venezia, l’esordio in Serie B con il Mantova di Godeas, Corona e Fiore: mezz’ora contro il Rimini di Ricchiuti il 5 aprile del 2008 da terzino destro, partita che per la cronaca finirà 1 a 1. In seguito un lungo viaggio nel mondo dilettantistico con Trento, Suzzara, Calvi Noale, Edo Mestre, Real Martellago, Spinea, Istrana e come detto in apertura Zero Branco. Con i rossoblù lo scorso 2 febbraio aveva segnato l’1 a 0 sul campo del Team Biancorossi a Salgareda: un gol festeggiato con rabbia, per lui che in carriera ne aveva fatto pochissimi”.

Tanti anni di battaglie, scrive Bonvicini, e anche qualche soddisfazione “come l’accoppiata Promozione-Coppa Veneto con il Real Martellago 2014-2015 nella formidabile coppia difensiva con Marco Toso. Due anni dopo con l’Istrana sfiorò una promozione storica in Serie D, uscendo per la regola dei gol in trasferta contro il Calvina Sport in semifinale degli spareggi nazionali. Si vince e si perde, fa parte del gioco del calcio. Nel frattempo all’attività calcistica aveva accompagnato l’insegnamento: laureato in storia con una tesi sulla storia militare, era professore di storia e italiano all’Istituto Galilei di Treviso”.

E poi il male, che non gli ha lasciato scampo. “Il destino però è stato dannatamente tremendo con lui che oggi ci lascia troppo presto – scrive l’amico – a soli 31 anni. E’ tutto così ingiusto, se c’è un Dio o qualcuno al di sopra di noi perché permette questo? Perché le cose brutte accadono alle persone migliori? esiste una giustizia in questo mondo? Questi pensieri credo che nella vita tutti ce li siamo fatti e ora ci ritornano con brutalità in mente. E’ il mistero dell’esistenza umana, della vita, una vita alla quale Damiano ha sempre risposto con un sorriso e una battuta pronta. Ciao Capitano, fai buon viaggio”.

IL MESSAGGIO DELLE SQUADRE
La società Fbc Zero Branco Asd 1932 scrive sulla sua pagina Facebook: “Una notizia di quelle che non vorremmo mai dare: ci ha lasciati oggi Damiano Zugno, atleta in forza alla nostra Prima Squadra da qualche mese. Ha combattuto come un leone ma il riaffacciarsi di una brutta malattia che sembrava sconfitta non gli ha lasciato il tempo di giocare i tempi supplementari per portare a casa anche questa vittoria. Noi ti vogliamo ricordare per la tua serietà, il tuo impegno e la tua dedizione. Professore di lavoro e maestro di vita per tutti i tuoi compagni.
Resteranno nei nostri cuori le immagini del tuo ultimo gol nella gara contro il Team Biancorossi. Tutta la società esprime le più sentite condoglianze alla famiglia alla quale inviamo il nostro più caloroso abbraccio.
Grazie di tutto e fai buon viaggio Professore”.

La società della squadra F.c. Calvi Noale ha scritto invece questo messaggio di cordoglio su Facebook. “Scendono le lacrime… copiose, inarrestabili, alla notizia che ci è giunta di Damiano. Damiano Zugno, nato il 4 agosto 1988 a Mirano, ci ha lasciato. Una brutta malattia lo ha strappato ai suoi cari. Lui che poco più di un anno fa annunciava il ritorno sui campi di gioco dopo aver sconfitto un tumore al cervello. Che subdolamente è tornato togliendoci il suo sorriso, la sua grinta, la sua voglia di vivere. Perché Damiano era il giocatore ideale, il professore perfetto, l’amico sempre presente. Come calciatore era stimato e rispettato da tutti, compagni e avversari.

Come professore – continua il messaggio – era in grado di appassionare i ragazzi che lo seguivano perché lui ci metteva passione e sentimento nell’insegnare. Come amico sapeva trovare le parole giuste e il modo di sostenerti anche quando avrebbe potuto mollare. Ma lui non ha mai mollato, grazie al calcio e allo studio.

A Noale è passato nelle stagioni importanti del 2013 – prosegue il messaggio – e ha inevitabilmente lasciato il segno. Come in qualsiasi altra società dove ha militato. Ecco perché Damiano non ha perso contro quel maledetto male. Perché Damiano ci ha mostrato cosa volesse dire lottare, resistere, e affrontare il peggiore dei nemici a viso aperto. Avevamo tutti insieme esultato con lui nel 2019, come nella più bella delle vittorie. Adesso siamo uniti a tutti coloro che lo hanno conosciuto, abbracciati a centrocampo, si abbracciati idealmente proprio oggi che un’altra pandemia ce lo vieta, a stringerci a lui che ci mancherà tanto… abbracciati al nostro capitano… grazie di tutto Damiano… che la terra ti sia lieve”.

Anche il presidente della squadra F.c. Spinea ha scritto su Facebook un messaggio per ricordare il giovane: Ad agosto avrebbe compiuto 32 anni, lo ricorderò sempre come il nostro Capitano, la partita della vita se l’è giocata fino all’ultimo minuto, un grande giocatore ma prima ancora un grande uomo, ricorderò sempre una frase “calcio e scuola così combatto il tumore” (insegnante all’Istituto Paritario Galilei di Treviso) come ogni grande giocatore non ha mai mollato, ha debuttato in serie “B” con il Mantova, ma in spogliatoio era uno di loro, sempre a disposizione dei ragazzi più giovani, un’umiltà senza pari, Ti ricordo con grande affetto come tutti i tuoi compagni di Squadra e in particolare Mister D’Este, lasci un vuoto tra noi, ma ciò che hai seminato nella vita ricrescerà più forte di prima, R.i.p. Damiano. Il Presidente FC Spinea 1966, lo Staff tutto e tutti i giocatori del Calcio Spinea.

IL CORDOGLIO DEL SINDACO DI MARTELLAGO
Sono numerosi i messaggi di cordoglio che stanno giungendo alla famiglia e si leggono sui social network in ricordo del ragazzo, non solo dal mondo dello sèporto. Il sindaco di Martellago, Andrea Saccarola, scrive sulla propria pagina Facebook: “Oggi è un giorno triste per tutta la nostra comunità. Damiano ad agosto avrebbe compiuto 32 anni e fino all’ultimo ha giocato la sua partita personale contro un male spietato. Un grande giocatore ma prima di tutto un grande uomo. Damiano era insegnante all’istituto paritario Galilei di Treviso. Un esempio per i suoi allievi e per i suoi compagni di squadra”.

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