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lunedì 25 Ottobre 2021

Covid, piccoli segnali di ripresa

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Covid che mostra in queste ore una visione dicotomica: alla felice situazione ospedaliera a livello locale, dove si stanno azzerando i ricoverati, si contrappongono leggeri rialzi che provengono da diverse regioni.
Quali regioni? Sono 8 quelle in cui si registrano aumenti, per un totale di 907 casi in Italia.
Segnali di ripresa dei contagi da SarsCoV2 in Italia secondo gli osservatori, perché i nuovi casi sono stati 907 in 24 ore e perché in otto regioni la curva dell’epidemia comincia a risalire.
Ora è più che mai chiaro che uno dei freni più importanti alla diffusione del virus sono i vaccini, come sottolinea lo spot che Palazzo Chigi intende lanciare sui social.
Si tratta di una bagnina con alle spalle una spiaggia e il messaggio “con il vaccino vinciamo insieme, riprendiamoci il gusto del futuro”, basato sulle parole spesso pronunciate dallo stesso Mario Draghi.

 

L’obiettivo è ridurre ulteriormente la popolazione italiana che finora non si è vaccinata.
Il vaccino è infatti un argine importante alla risalita dei casi ormai comune in molti Paesi europei e che oggi ha portato il ministro della Salute Roberto Speranza, a dire che “dobbiamo essere consapevoli che la pandemia ancora non è chiusa. Non è finita. Lo testimoniano anche i numeri di altri Paesi europei e del mondo che vedono i contagi risalire nonostante l’alto tasso di vaccinazioni”.
Dalla Gran Bretagna, dove l’epidemia prosegue la corsa in modo esponenziale, alla Francia e all’Italia, dove la curva ha appena ripreso a salire, in Europa occidentale è in atto una ripresa dei contagi, tranne che in Germania e in Austria, come indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).

 

I primi segnali di una ripresa dell’epidemia in Italia emergono anche dai numeri diffusi dal ministero della Salute, con 907 nuovi casi che segnano quasi un raddoppio rispetto ai 480 del giorno precedente; sono comunque più che raddoppiati anche i test, con 192.424 fra molecolari e antigenici, contro i 74.649 del giorno precedente, al punto che il tasso di positività è allo 0,47%, in leggero calo rispetto allo 0,6% di ieri.
Sono stati 24 i decessi contro i 31 di ieri (14 dei quali erano però stati notificati in ritardo e si riferivano quindi a periodi precedenti).
Sono 187 i pazienti ricoverati per Covid in terapia intensiva in Italia, con un calo di 4 unità rispetto al giorno precedente nel saldo quotidiano tra entrate e uscite, mentre gli ingressi giornalieri sono stati 11, contro i 2 di 24 ore prima.
I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 1.271, in calo di 66 unità in 24 ore.

Di “terapie intensive quasi vuote” parla l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), sulla base del monitoraggio aggiornato al 5 luglio.
“Ormai solo il 2% dei posti letto complessivi è occupato da pazienti Covid”, si legge nel monitoraggio. Non è altrettanto incoraggiante quanto si osserva a livello regionale, segnala il fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook ‘Coronavirus-Dati e analisi scientifiche’ e del network di comunicazione della scienza ‘giorgiosestili.it’.
La sua analisi indica i primi, chiari, segnali di risalita dei casi in otto regioni, molte delle quali meta di vacanze: sono Sicilia, Abruzzo, Campania, Marche, le province autonome di Trento e Bolzano, Veneto e Sardegna.

“Abbiamo i primi segnali di un aumento dopo 15 settimane consecutive di riduzione”, ha detto Sestili.
“Nell’ultima settimana registriamo un aumento del 7% dei casi positivi e un aumento del 40% del rapporto fra i casi positivi e tamponi molecolari”, ha aggiunto.
Ha superato 1 anche il Covindex, ossia l’indice confrontabile all’indice di contagio Rt e che viene calcolato sulla base del rapporto tra il numero dei nuovi casi positivi e i tamponi eseguiti.
“Dal 15 marzo scorso, ossia per quasi quattro mesi, il Covindex era sceso sotto 1 e adesso è di nuovo leggermente al di sopra di 1″, ha osservato Sestili.
“Per l’Istituto Superiore di Sanità l’indice Rt è ancora sotto 1, ma bisognerà vedere – ha osservato – perché il Covindex anticipa di alcune settimane quello calcolato dall’Iss”.

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