Coronavirus: vietato entrare e uscire dai comuni-focolaio. Gli ultimi numeri

ultimo aggiornamento: 24/02/2020 ore 07:33

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Coronavirus: vietato entrare e uscire dai comuni-focolaio. Gli ultimi numeri

Sono tre le vittime del Coronavirus. Il terzo decesso riguarda una paziente oncologica morta all’ospedale di Crema.

Invece sono più che raddoppiati i contagiati rispetto a ieri: sono 149 (esclusi i decessi).


L’Italia sale così al terzo posto nella classifica mondiale per numero di casi, dopo Cina e Sud Corea.

E il Nord si mette sotto quarantena per provare a frenare l’avanzata del virus cinese: stop a scuole, università, messe, pub, discoteche.

Le aziende pensano allo smart working per far lavorare da casa i dipendenti.


Per gli 11 paesi delle zone focolaio è poi scattato il cinturamento: posti di blocco delle forze dell’ordine impediscono l’ingresso e l’uscita degli abitanti (circa 50mila in tutto).

Il premier Giuseppe Conte passa tutta la domenica nella sede della Protezione civile e poi prova a rassicurare: “sono sorpreso dall’esplosione dei casi, ma la linea della massima precauzione ha pagato, anche se sembrerebbe di no. Non bisogna affidarsi al panico, ma seguire le indicazioni delle autorità”.

Il Governo stanzia altri 20 milioni per fronteggiare l’emergenza. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha firmato il decreto con le misure speciali approvato la scorsa notte dal Cdm.

Ed è sempre la Lombardia la regione con il più alto numero di contagiati, 112, compresi i due morti. La Regione ha disposto la chiusura di scuole, università, musei. Sospese le messe. Porte sbarrate al Duomo di Milano (per i turisti) ed alla Scala. Stop a tutti gli eventi in programma. Restano aperti i negozi, ma non i bar ed i locali notturni, off limits dalle 18 alle 6.

Le misure varranno per una settimana. “Se la situazione dovesse degenerare – ha spiegato il governatore Attilio Fontana – si potrebbero assumere iniziative più drastiche e rigorose” sul modello di quelle che in Cina sono state adottate “a Wuhan”.

Prova a chiudersi anche il Veneto che conta 22 contagiati, compresa la vittima (25 secondo la Regione, che include dei casi non ancora definiti).

Sui due anziani ricoverati al Civile di Venezia non è stata diffusa alcuna informazione, nemmeno sullo stato di salute attuale. Sui social le voci si moltiplicano, ad esempio attribuendo un determinato sestiere come residenza del centro storico, oppure indicando come i due fossero già degenti in un istituto per lungodegenza al momento dell’invio al San Giovanni e Paolo, ma si tratta di voci prive di alcun riscontro ufficiale.
Tutte le informazioni sui ricoveri dei due 88enni sono coperte dal più vivo riserbo.

Il presidente Luca Zaia, ha firmato un’ordinanza per bloccare tutte le manifestazioni pubbliche, scuole e musei fino all’1 marzo.

Si è fermato anche il Carnevale di Venezia da questa sera. “E’ il provvedimento più grave che ho mai preso. Chiediamo la comprensione dei cittadini”, ha commentato Zaia.

Misure analoghe anche in Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige – dove oggi si sono registrati i primi tre casi positivi, dei turisti lombardi – e Liguria.

Situazione delicata nel ‘cuore’ delle zone contagiate: i dieci comuni del Lodigiano e Vo’, in Veneto, messi in quarantena obbligata con le forze dell’ordine che presidiano i 43 varchi di ingresso agli 11 paesi.

Il piano di cinturazione è stato definito in una riunione al Dipartimento della Pubblica sicurezza con il capo della Polizia, Franco Gabrielli ed i prefetti.

Per i trasgressori scatta l’articolo 650 del Codice penale, ‘Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità’: previsti arresto fino a tre mesi e ammenda fino a 206 euro.

Nell’ospedale di Codogno, uno dei comuni del focolaio, arriva il grido di un infermiere: “tutto ciò che dicono – racconta all’ANSA via telefono – non è vero, non c’è niente sotto controllo. E’ panico assoluto, l’ospedale è chiuso al pubblico e i parenti dei degenti continuano a chiamare preoccupatissimi per i loro familiari ricoverati”.

L’Italia è terza al mondo per numero di contagi, ma Conte difende le decisioni assunte. “Comprendo – spiega – la preoccupazione dei cittadini, ma non dobbiamo spaventarci. Stiamo adottando le misure più rigorose. Abbiamo scoperto tanti casi anche perchè facciamo controlli minuziosissimi. Siamo stati gli unici a disporre la chiusura dei voli con la Cina. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo”.

Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, offre una spiegazione per il rapido aumento dei casi. “Ci sono state situazioni – osserva – in cui i sanitari non sono stati in grado di riconoscere immediatamente i sintomi del virus”, ma non si tratta di una “colpa” dei medici quanto di una “difficoltà” ad individuare i sintomi. Nel caso dovessero emergere ulteriori necessità di quarantena, aggiunge Borrelli, sono disponibili circa 5mila posti in caserme “e siamo pronti ad utilizzare anche gli alberghi”.

A Venezia si registra anche la nota di colore del dispiacere delle ‘Marie del Carnevale’ per la mancata celebrazione della loro festa. Oggi si sono trovate ancora in costume, un po’ smarrite e un po’ tristi, ai piedi del Ponte di Calatrava.

Le 12 Marie del Carnevale di Venezia, una volta saputo dell’annullamento dei prossimi appuntamenti in laguna, sono state prese da un po’ di sconforto. Dopo aver partecipato stamane al volo dell’Asino nel centro di Mestre, le 12 belle veneziane protagoniste del Carnevale avrebbero dovuto oggi fare visita ad alcuni artigiani della città per sostenerli dopo l’acqua alta eccezionale di novembre. Ma tutto il programma è improvvisamente saltato, così come la cena di gala di martedì Grasso che avrebbe dovuto proclamare la ‘Maria’ del Carnevale 2020.
Così le ragazze, qualcuna addirittura in lacrime, si sono raccolte in gruppo chiedendosi dove andare e cosa fare.

Venezia oggi non è stata affollata di turisti come di consueto durante la festa: già da giorni si percepiva l’allarme per il virus cinese, anche se si sono notate comunque persone in maschera.

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