Coronavirus: tutte le regole per chi rientra dalle vacanze

ultimo aggiornamento: 25/08/2020 ore 18:57

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Coronavirus, salgono ancora contagiati. Ulss 3 attiva 'punto tamponi' all'aeroporto di Tessera

Coronavirus: test e regole per i rientri a rischio o meno. Ci sono protocolli diversi tra regioni e confusione tra i viaggiatori che spesso non sanno come regolarsi.

Siamo nell’estate della pandemia di Covid-19, l’attenzione resta alta non solo per proteggersi dal rischio di contagio, ma anche per districarsi nella giungla di misure adottate da governo e regioni per i rientri dalle vacanze.


Le regole, non sono sempre di facile accesso, vengono anche aggiornate di continuo a seconda dell’andamento dell’epidemia. Le regioni spesso si muovono in ordine sparso e si possono registrare protocolli diversi addirittura anche tra le singole Asl di una stessa città.

I cittadini lamentano una diffusa confusione, difficoltà per seguire le indicazioni e non è raro che nel mese delle ferie in molti abbiano deciso di rinunciare a viaggiare per non rischiare l’isolamento al ritorno.
Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

RIENTRI DALLA SARDEGNA
Chi ha soggiornato in Sardegna deve fare il tampone entro 48 ore.


TEST RAPIDI
La Regione Lazio ha indicato 20 drive-in nella Capitale, altri al porto di Civitavecchia o direttamente negli aeroporti – Fiumicino e Ciampino – dove sono disponibili i test con risposta in 30 minuti.

Test disponibili anche negli aeroporti lombardi di Malpensa e Milano Linate, e da ieri nello scalo bolognese.

A Napoli chi rientra si mette in fila all’Ospedale Cotugno.

In Liguria, nonostante l’aumento dei contagiati di rientro dalla Sardegna nel porto di Genova, il governatore si è opposto all’obbligo di tampone.

A Torino si fa la fila all’Ospedale Amedeo di Savoia.

CHE COSA FARE PRIMA DI METTERSI IN FILA AL DRIVE IN
Per avere accesso al tampone nella maggior parte delle regioni si consiglia di farsi prescrivere l’esame dal medico curante, il quale si informerà sui contatti sospetti e invierà l’informazione all’Asl di competenza.

Chi fa il tampone dopo un contatto sospetto sarà posto in quarantena per 14 giorni, e cioè fino a quando eseguirà il secondo tampone. Solo nel caso in cui risulti negativo per la seconda volta potrà uscire dall’isolamento.

DA E PER LA SARDEGNA
Un accordo ancora non c’è, ma al tavolo del ministero della Salute, regioni e governo si incontreranno a breve per stabilire come gestire i test per chi riparte e per chi arriva in Sardegna.

RIENTRI DA CROAZIA, SPAGNA, GRECIA E MALTA
Chi nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Italia ha soggiornato in Croazia, Grecia, Malta e Spagna, deve presentare alle autorità una certificazione attestante che, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale o entro 48 ore dall’arrivo si sia sottoposto a un test molecolare o antigenico con esito negativo. In attesa del test si deve osservare l’isolamento fiduciario presso la propria abitazione.

Chi invece atterra negli aeroporti italiani, dove sono previsti i kit con tampone veloce, può eseguirlo subito dopo lo sbarco.

QUARANTENA OBBLIGATORIA
E’ prevista per coloro che nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Italia abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria.

ARRIVI DA PAESI NON EUROPEI
L’ingresso in Italia da tutti gli Stati che non fanno parte dell’Ue o dell’accordo di Schengen è consentito solo per “comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza, motivi di salute, comprovate ragioni di studio, rientro presso il proprio domicilio”.

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