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Gay aggrediti nel pieno centro di Verona e il fatto finisce in Procura. La coppia gay camminava mano nella mano sabato sera davanti all’Arena di Verona, ma il loro atteggiamento avrebbe ‘infastidito’ un gruppetto di giovani ventenni che, dopo gli insulti, è passato alle mani, colpendo uno dei due uomini con uno schiaffo.

E’ la vicenda sulla quale sta cercando ora di fare luce la Questura di Verona, dopo la denuncia presentata dai due, un 59nne ed un 23enne veronesi, unitisi in matrimonio tempo fa
in Spagna.

Assieme al loro racconto, gli agenti potranno contare sulle immagini delle telecamere di sorveglianza: perché l’aggressione è avvenuta nel cuore della città scaligera, tra Piazza Bra e il palazzo della Gran Guardia, il salotto di acciottolato davanti all’Arena, mentre nell’anfiteatro andava in scena ‘l’Aida’.

I due compagni avevano lasciato un gruppo di amici con il quale erano stati in una gelateria, e si erano avviati verso casa, a piedi. Quando sono passati vicino alla Gran Guardia hanno sentito arrivare i primi insulti, commenti omofobi provenienti da un gruppo di ventenni, 5-6 ragazzi seduti su un blocco di cemento.

La coppia sul momento non ha risposto, ma il dileggio è continuato, quindi è tornata sui propri passi. Quando il più giovane ha chiesto quale fosse il problema, uno dei provocatori si è staccato dal gruppo, colpendo l’altro con una schiaffo al viso; anche il 59enne è stato spintonato, prima che sul posto accorresse un vigile della municipale, che usando il fischietto ha fatto allontanare gli aggressori.

“Eravamo mano nella mano e un gruppo di ragazzi ci ha insultato dicendoci ‘froci di m…’, ‘femminucce'”, ha raccontato Angelo, il 59enne. “Abbiamo lasciato perdere, però continuavano ad offenderci, a quel punto abbiamo fatto due passi indietro per chiedere il motivo di quelle offese, ma hanno continuato ad insultarci. Un ragazzo mi ha dato uno spintone e poi ha colpito con una forte sberla Andrea”.

Dura la reazione del sindaco, Federico Sboarina: “Ho sempre detto in altre occasioni che a Verona non è accettata alcuna forma di intolleranza e tantomeno di violenza”. Sulla vicenda la coppia ha presentato due querele: la prima contro ignoti, un’altra contro gli agenti della municipale, gli stessi accorsi in loro aiuto, sostenendo che non avrebbero fatto abbastanza per identificare gli aggressori.

Anche qui il sindaco Sboarina è stato chiaro: “Sul caso di piazza Bra non è ammessa nessuna forma di strumentalizzazione, e attendo l’esito delle indagini per capire l’esatta dinamica dei fatti”.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

“I due agenti sono intervenuti dopo avere sentito urla, da una certa distanza. Uno dei due vigili si è anche frapposto ad un giovane che ha cercato di venire ancora a contatto con la coppia che diceva di essere stata aggredita, ma non c’è stato materialmente il tempo di identificarlo perché il ragazzo subito dopo è fuggito, dileguandosi tra la folla”, ha raccontato all’ANSA il vicecomandante della Polizia municipale di Verona, Lorenzo Grella, replicando alle dichiarazioni della coppia gay aggredita.

“Sono state fasi concitate – ha spiegato – e i due agenti di pattuglia si trovavano a 250 metri dal luogo dell’aggressione, senza nessuna visione diretta di quello che era successo”.

“Abbiamo già provveduto ad acquisire il materiale video e la relazione dei due agenti – ha concluso Grella – sarà inviata alla Procura della Repubblica. Chi chi ha lanciato certe accuse se ne assume la responsabilità”.

Il mondo gay e le associazioni che si battono in difesa dei diritti degli omosessuali, il Circolo Pink e l’Arcigay, assieme a Rifondazione Comunista, intanto, hanno indetto per sabato prossimo una passeggiata collettiva a Verona “mano nella mano, contro l’omofobia”.

(foto di repertorio)

Riproduzione Riservata.

 

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