
BUENOS AIRES, 7 novembre 2026 – Migliaia di persone hanno sfilato oggi nel cuore di Buenos Aires per la 35ª edizione del Pride Lgbt+, lanciando un allarme sull’aumento delle aggressioni omofobe alla vigilia dell’arrivo di Papa Francesco.
Il corteo, il cui slogan recitava “Quando l’odio guadagna terreno, l’orgoglio nelle strade è un atto di resistenza”, ha visto il percorso modificato a causa delle misure di sicurezza predisposte per la visita papale.
Grande attenzione è stata dedicata alle violenze subite all’inizio di novembre da alcune sex worker transgender nel quartiere di Palermo: le donne sono state picchiate da oltre cinquanta uomini in bicicletta e le immagini degli abusi sono poi circolate sui social network. Non sono stati ancora effettuati arresti.
Tra i partecipanti anche Jesica Pintos, anestesista di 51 anni, che insieme alla moglie Luciana Burgos e al loro bambino di 5 anni è scesa in piazza per “celebrare la libertà”. Pintos ha denunciato marginalizzazione e maltrattamenti e ha sottolineato la risposta della comunità con progetti, affetti e la manifestazione stessa.
I dati citati durante la manifestazione provengono dall’Osservatorio nazionale sui crimini d’odio Lgbt+: nel 2025 sono stati registrati 80 omicidi legati all’orientamento sessuale delle vittime, il numero più alto dall’avvio del monitoraggio nel 2016. Le donne transgender risultano il gruppo più colpito.
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