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Atti osceni davanti una ragazzina: assolto, non è reato

Le cronache ogni tanto riportano sentenze che fanno riflettere il cittadino comune, ed oggi quella che fa più discutere riguarda un gesto spregevole, vigliacco: la molestia su una ragazzina minore, sia pur senza contatto. Il fatto è riportato dal Gazzettino in edicola l’11/09 a firma Roberta Brunetti, e ci informa su come alcuni reati non […]

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Catene e abusi sessuali su sordomuti: religiosi in carcere, suora ricercata con mandato internazionale
Le cronache ogni tanto riportano sentenze che fanno riflettere il cittadino comune, ed oggi quella che fa più discutere riguarda un gesto spregevole, vigliacco: la molestia su una ragazzina minore, sia pur senza contatto. Il fatto è riportato dal Gazzettino in edicola l’11/09 a firma Roberta Brunetti, e ci informa su come alcuni reati non siano più penalmente punibili. Forse proprio nel momento in cui servirebbe più rigore in Italia.

COMPIE ATTI OSCENI DAVANTI MINORE: ASSOLTO, NON E’ REATO
VENEZIA La ragazzina si era riparata dalla pioggia in un androne. E qui aveva trovato uno sconosciuto che si era calato i pantaloni per masturbarsi davanti a lei. Una scena che l’aveva turbata. Per questo l’uomo, un 28enne di origini albanesi, era finito a processo per atti osceni, per quella particolare ipotesi di reato che coinvolgendo i minori non è stata depenalizzata. In realtà la legge punisce come reato chi commette atti osceni in luoghi frequentati da minori, anche se i minori non ci sono. Ma se il fatto accade altrove – come hanno precisato delle recenti sentenze della Cassazione – il reato non c’è più. E l’atto osceno va punito con una semplice multa. Così anche il 28enne di questa storia ieri è stato assolto. Perché il fatto non è previsto dalla legge come reato, come ha sentenziato il giudice monocratico di Venezia che ha disposto la trasmissione degli atti alla Prefettura per la sanzione amministrativa.

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LA DENUNCIA
Una conclusione che evidenzia i paradossi della norma per una vicenda iniziata quattro anni fa, a San Donà di Piave. É qui che in un giorno di pioggia la ragazzina, all’epoca sedicenne, si rifugia in un androne, in attesa che il padre la venga a prendere in macchina per riportarla a casa dopo un pomeriggio passato con un’amica. L’incontro con il giovane esibizionista la turba non poco e i genitori decidono di sporgere denuncia. L’uomo viene individuato e la Procura procede per atti osceni in luogo pubblico. Un reato che fino al 2016 veniva punito con la reclusione da 3 mesi a 3 anni. Poi il decreto legislativo 8/2016 lo ha depenalizzato, riscrivendo l’intero articolo 527 del codice penale.
Ora gli atti osceni «in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico» vengono puniti con una sanzione amministrativa … (l’articolo completo Sul Gazzettino in edicola)

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