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Asilo Nido Millecolori dato a privati: è scontro aperto

Homelo scontroAsilo Nido Millecolori dato a privati: è scontro aperto

Domani presidio delle organizzazioni sindacali davanti alla scuola.

La capogruppo Pd in consiglio comunale Monica Sambo ha depositato ieri un’interrogazione firmata da tutti i consiglieri Pd chiedendo il ritiro della manifestazione d’interesse per l’esternalizzazione dei servizi dell’asilo nido Millecolori.
“E’ inconcepibile che un servizio così importante e delicato venga esternalizzato, e questo purtroppo non è il primo caso. Infatti è stato privatizzato (dopo averlo tenuto chiuso per due anni) il Nido Aziendale Conchiglia a Venezia. Per non parlare della recente chiusura dello spazio cuccioli di Altobello. L’esternalizzazione e la privatizzazione dei servizi attuata da questa amministrazione è una scelta che rigettiamo. Tra l’altro per il Millecolori sono state chiuse le iscrizioni e formate le graduatorie, senza avvisare preventivamente i genitori che la gestione dell’asilo sarà esternalizzata, con la conseguenza che saranno presenti educatrici diverse da quelle presenti in precedenza e non è stata data alcuna comunicazione preventiva al personale (sia del Comune che di Ames)”.

Nell’interrogazione si sottolineano gli aspetti peggiorativi del servizio: il bando infatti prevede un rapporto numerico per i divezzi di 1 educatore ogni 8 bambini mentre il regolamento del Comune di Venezia, invece, da anni prevede un rapporto numerico di 1 educatore ogni 6 bambini (senza distinguere tra divezzi e lattanti).
“Non si comprende come un servizio innovativo possa essere svolto con meno personale rispetto a quello attualmente impiegato! Inoltre non c’è alcun riferimento al numero del personale ausiliario e di cucina, personale che svolge una funzione altrettanto importante sul versante della salute, della sicurezza e del benessere dei bambini. Un lavoro svolto sempre con passione dal personale Ames (anche nei momenti di sotto organico come negli ultimi anni)”
“Ci sono poi altri profili dubbi in merito ad una gara così importante che prevede un importo di circa 750 mila euro che verranno dati ai privati”.

“Infine sottolineiamo l’episodio vergognoso della “caccia” al responsabile dell’affissione dei cartelli: “Hanno intimato la rimozione dei cartelli raffiguranti arcobaleni colorati per la “salvaguardia della sensibilità dei minori”. La stessa amministrazione che non si fa scrupoli circa la “sensibilità dei minori” ad essere privati per il prossimo anno delle proprie educatrici, con totale dispregio della continuità educativa”.

Così Monica Sambo, Capogruppo PD comune, assieme a Giacomo Millino Capogruppo PD municipalità di Mestre e Carpenedo, ma altre voci si uniscono al coro.
“Dal nido Millecolori alla Scuola dell’Infanzia di Sant’Elena il piano è lo stesso: depotenziare il pubblico e far passare il messaggio che privato è meglio, solo che privato vuol dire stipendi ridotti e precariato”.
A parlare è Giovanni Andrea martini del Gruppo consiliare “Tutta la Città Insieme!” del Comune di Venezia.
“I nidi e le scuole per l’infanzia del Comune di Venezia sono stati considerati, per anni, servizi modello, non solo a livello locale. Oggi la qualità dell’insegnamento non è venuta meno, ma, con la Giunta a guida Brugnaro, le condizioni di lavoro degli educatori sono peggiorate significativamente, soprattutto a causa dei tagli sul personale”.
“Dalla Terraferma alla Venezia insulare la tendenza è quella di esternalizzare i servizi, come nel caso del Millecolori a Mestre, oppure di ridurne i costi, aumentando il numero dei bambini per classe e diminuendo il numero degli insegnanti, come sta accadendo invece a Sant’Elena a Venezia. In questo modo si produce un cortocircuito che fa passare, sull’utenza, il messaggio che “privato è meglio”.

“I due casi sembrano distanti tra loro ma è giusto invece considerarli insieme – mette in guardia il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini -, perché fanno parte di un unico progetto complessivo. Si parte intaccando la qualità del servizio pubblico, tagliando le sezioni e favorendo le classi numerose, oppure coprendo le assenze giornaliere con insegnati spedite da un plesso all’altro ed impedendo così attività in compresenza, ossia quelle più produttive dal punto di vista della didattica”.
“Poi invece si investe su nuove strutture, ecosostenibili e all’avanguardia, per metterci servizi aperti fino a sera e al sabato, ma rigorosamente gestiti da soggetti privati. Questo perché? Perché chiaramente la cooperativa o l’associazione che ne prende l’appalto va al ribasso sul personale. Che sarà naturalmente competente e bravissimo, ma pagato una miseria e rigorosamente a termine”.

“L’assessore alle Politiche educative ha garantito che i costi del servizio non cambieranno, ma è chiaro che ci sarà un sovraprezzo per la copertura dell’orario fino alle 19 o al sabato mattina”.
“Solo un certo tipo e un certo numero di famiglie si potrà permettere questo surplus. Quindi solo bambini di genitori benestanti potranno godere dell’asilo all’avanguardia, pure ambientale. Così le divisioni sociali aumentano ancora, come se ce ne fosse bisogno”,
Conclude Martini.


 

Mercoledì 9 giugno alle ore 17 è previsto un presidio davanti alla scuola Millecolori (Via S. Trentin, n. 3/f – Mestre) organizzato dalle sigle: RSU – FP CGIL – CISL FP – UIL FPL.
“Da una prima lettura della manifestazione di interesse per l’affidamento del nido comunale Millecolori emerge chiaramente come vi siano una serie di punti che favoriranno i privati a scapito dei diritti dei bambini – dichiarano Gianpiero Bulla Rsu , Daniele Giordano Cgil, Armando Genovese Cisl e Mario Ragno Uil.
“Saremo davanti alla scuola Millecolori per portare la nostra solidarietà alle educatrici e per manifestare tutto il nostro dissenso per quello che sta accadendo”.
“Partiamo dal rapporto numerico su quante educatrici dovranno esserci per ogni bambino che per le scuole comunali è di 1 a 6 mentre per il privato sarà di 1 a 8 dopo i 12 mesi. Questo vuol dire che ci saranno meno educatrici di quelle oggi in servizio a scapito dell’attenzione per i bambini e della qualità del servizio”.

“Inoltre non c’è nessuna indicazione di quante ausiliarie, cuochi o aiuti di cucina dovranno essere presenti. Mentre per il Comune i rapporti numerici anche qui sono molto chiari in base alle sezioni in questo caso si lascia totale libertà al privato”.
“La manifestazione di interesse resterà pubblica solo per una settimana. Questa scelta evidenzia come non si cerchi una reale competizione tra soggetti privati che presentino progetti di qualità, ma si faccia tutto in fretta e furia come se fosse un appalto di pulizie”.
“Sulla tanta decantata estensione oraria non solo ribadiamo che la cosa si poteva discutere anche nel servizio comunale ma dalla manifestazione di interesse si capisce solo che saranno 130 euro oltre la retta. Come sarà organizzata? Verrà garantita con quale rapporto numerico? Lo stesso dell’attività ordinaria o si lascerà un’educatrice con 10/15 bambini? Tutte domande che riguardano la qualità del servizio e che non si risolvono utilizzando qualche lessico di moda.
Per tutte queste ragioni la mobilitazione continua e domani saremo davanti al millecolori per difendere il valore della scuola pubblica e chiedere ancora una volta che questa delibera vergognosa venga ritirata”.

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