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HomeProtagonisti a Nord Est. Di Alessandro BonAlbert Gardin: amo Venezia, e per Lei mi impegno a 360 gradi

Albert Gardin: amo Venezia, e per Lei mi impegno a 360 gradi

A.B. Albert Gardin, ti va di parlare di te? A.G. Parlo di me come caso umano da offrire alla riflessione degli altri. Così come mi piace che anche gli altri parlino di se stessi perché dalle loro esperienze e riflessioni continuo a imparare. E leggo la storia per alimentare la mia conoscenza, storia di cui […]

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A.B. Albert Gardin, ti va di parlare di te?

A.G. Parlo di me come caso umano da offrire alla riflessione degli altri. Così come mi piace che anche gli altri parlino di se stessi perché dalle loro esperienze e riflessioni continuo a imparare. E leggo la storia per alimentare la mia conoscenza, storia di cui dobbiamo tutti essere protagonisti e non imboscati.

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A.B. Cosa resta dell’esperienza politica?

A.G. La politica è un dovere per tutti. Non sono mai stato un professionista della politica ma vi dedico gran parte del mio impegno intellettuale e fisico. Molte mie energie, anche economiche, sono state continuamente investite in attività  politiche, al servizio di cause in cui ho creduto e credo. Se non fosse stato così oggi non sarei meno ricco di Paperon de Paperoni. Invece, in termini di ricchezza, mi trovo a condividere piuttosto i problemi giornalieri di Paperino. Ma sono felice del mio impegno e delle mie scelte: la libertà , la giustizia, il rispetto dell’uomo, la causa veneta, ecc. In tutto questo mi aiuta la mia fede cristiana e la fiducia in Gesù Cristo.
A.B. Tu ami l’autore Casanova, ma era davvero un letterato?

A.G. Caro Alessandro sarebbe una domanda sciocca se si conoscesse Casanova ma siccome Casanova è ancora da scoprire la domanda è opportuna. Chiedersi se Casanova era un letterato sarebbe come chiedere se Mozart era un musicista. Non solo era un letterato ma uno dei più importanti della storia delle letteratura e della cultura europea e moderna. Insigni francesi recentemente hanno definito le sue Memorie come uno dei capolavori della letteratura francese.
E questo straordinario personaggio ci ha regalato una Iliade tradotta in veneziano, il libro che salverei per primo dopo i testi sacri.

A.B. Indipendenza, federalismo, quale scegli?

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A.G. Indipendenza è necessaria per noi Veneti perché è un nostro diritto storico che ci è stato sottratto illecitamente dalla prepotenza altrui. Dobbiamo riconquistarla e in tempi brevi, piaccia o non piaccia. Federalismo è un accordo tra società  che hanno interessi comuni. Da indipendenti, noi Veneti, perseguiremo naturalmente e ovviamente una politica federalista. Si può dire che la Repubblica Veneta fosse una realtà  federata, e non certo un impero coloniale. Il Veneto è bello perché la sua filosofia di vita si riflette nelle musiche di Vivaldi, nella pittura dei Tiepolo, nelle sculture del Canova, nelle pagine del Ruzante o del Goldoni. Porca miseria, ho citato tutti personaggi vissuti quando Venezia era libera. Che fosse un caso la relazione grande creatività  e libertà ?

A.B. Venezia è ancora fucina di artisti?

A.G. Certo. Venezia è l’ombelico del mondo oggi come ieri. Una persona di cultura, un artista non può dire di conoscere gli aspetti più importanti della Terra se non ha visitato Venezia. Dobbiamo però liberare Venezia da tutte quelle catene che le sono state messe da una cultura giacobina, gelosa della sua grandezza. Chi vuole la sublagunare è contro Venezia, sono quelli vogliono prostituirla come una Disneyland. Questa cultura ha avuto la sua massima espressione nell’acquisto di una statua di Napoleone, oggi al Correr, già  abbattuta e sfregiata dai Veneziani nel 1814. Gli acquirenti (il Sindaco Paolo Costa, il direttore dei musei veneziani Giandomenico Romanelli, l’assessore alla cultura Marino Cortese e il rappresentate della Fondazione Napoleone, Jérà´me Zieseniss) hanno ricevuto la statua di Napoleone in Piazza San Marco alle 4 del mattino!!!!!!!!! Onoravano così la loro cultura profondamente antiveneziana e soprattutto evitavano di affrontare le nostre contestazioni!

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