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giovedì 29 Luglio 2021

Actv e fondi integrativi: verso nuovo sciopero

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Il confronto sulla disdetta degli accordi integrativi per i lavoratori del gruppo Avm, che si è tenuto martedì pomeriggio in prefettura a Venezia, non “ha portato ad alcun passo avanti”.
Lo racconta all’Agenzia ‘Dire’ Valter Novembrini, segretario della Filt-Cgil di Venezia, che anticipa che “a strettissimo giro ci sarà un’altra dichiarazione di sciopero per tre ore”.
“Ci dispiace perché per l’irresponsabilità dell’azienda e dell’amministrazione saranno penalizzati I cittadini in un momento di difficoltà, ma la battaglia dei sindacati non riguarda solo la disdetta degli accordi integrativi” ma anche il riconoscimento della specificità di Venezia e dell’esigenza che il servizio venga adeguatamente finanziato.
Infatti, “in occasione dello sciopero chiameremo anche la città a manifestare insieme ai lavoratori”, avverte Novembrini.
Riguardo all’eventualità che la decisione

di disdire gli accordi integrativi possa far parte di una strategia messa in atto da Avm per portare il tema del finanziamento del servizio di trasporto pubblico di Venezia all’attenzione nazionale, “se qualcuno intende usare strumentalmente i lavoratori per farsi finanziare la legge speciale è vergognoso”, attacca il segretario Filt.
Decisamente diversa la posizione di Giovanni Mannozzi, segretario della Fit-Cisl del Veneto, secondo cui è necessario che i sindacati si prendano qualche giorno per confrontarsi e capire se si può arrivare ad una posizione unitaria.
A suo parere, infatti, anche se l’azienda non ha ritrattato la disdetta va valorizzato l’impegno preso dal prefetto Vittorio Zappalorto a “portare la questione all’attenzione del nuovo Governo, chiedendo il riconoscimento della specificità del trasporto pubblico a Venezia e quindi il finanziamento della Legge Speciale”.
E anche il gruppo Avm “ha dato la disponibilità ad affiancare il prefetto”, precisa Mannozzi alla ‘Dire’.
Pertanto, i sindacati

dovrebbero unirsi alla segnalazione per “fare un’azione comune sul Governo”.
Certo, “se poi ci vogliamo sfilare di elementi per farlo ce ne sono tanti, ma allora si fa a meno di andare dal prefetto…”, conclude.

(foto da archivio)

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