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Carbonare‑Dego‑Taverna: il trio apre alla Fenice la rassegna “Dekàmeron” con Ives, Stravinsky, Gershwin e Bartók

Al Teatro La Fenice il ciclo 'Dekàmeron' propone Carbonare, Dego e Taverna: programmi da Ives a Bartók, 23 e 24 settembre.

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Mercoledì 23 e giovedì 24 settembre, alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, il trio formato dal clarinettista Alessandro Carbonare, dalla violinista Francesca Dego e dal pianista Alessandro Taverna porta in scena un programma che attraversa buona parte del Novecento musicale. L’appuntamento rientra nella Stagione 2026 di Musikàmera, realizzata in collaborazione con il teatro veneziano.


Il filo conduttore è il clarinetto, strumento che nel secolo scorso attrasse autori di sensibilità molto diverse. In questo repertorio la voce del legno si alterna e dialoga con il violino e il pianoforte, mettendo in luce contrasti timbrici e tensioni ritmiche che hanno segnato la musica da camera del Novecento.

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Si apre con il Largo per violino, pianoforte e clarinetto di Charles Ives, composto tra il 1901 e il 1902. L’opera, scritta mentre Ives lavorava come assicuratore per mantenere l’indipendenza artistica, mostra già l’impianto originale del compositore: una simultanea presenza di elementi atonali e di riferimenti tonali, con il violino che assume una linea melodica libera e il pianoforte che offre un appoggio in sol maggiore.


Nel programma trova spazio anche il Trio di Gian Carlo Menotti, lavoro che, secondo la cronologia del compositore, fu commissionato dal Verdher Trio nel 1966 e completato dopo una gestazione lunga quasi un decennio. Il primo movimento gioca su ritmi danzanti e un forte senso melodico; il movimento lento si caratterizza per un’intensità espressiva marcata; il finale, intitolato Envoi, si conclude con un fugato vivace e brillante.


Non mancano pagine di matrice teatrale e popolare. L’Histoire du soldat di Igor Stravinsky, qui nella versione da camera richiesta dal clarinettista e mecenate Werner Reinhart, è proposta come suite per violino, clarinetto e pianoforte. La scrittura conserva la natura teatrale dell’originale: il violino funge da voce narrante del soldato e il tessuto musicale è asciutto, scandito da incisività ritmica e da influssi jazz e folclorici.


Dalla scena americana arriva una pagina tratta da Porgy and Bess di George Gershwin. La suite orchestrale Symphonic Picture, curata da Robert Russell Bennett, offre una sintesi dei temi più noti dell’opera ambientata nella comunità afroamericana di Charleston; dalla suite è ricavata la ballata per trio che figura nel programma.

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Chiude la serata la più nota pagina cameristica di Béla Bartók con clarinetto protagonista: i Contrasts, composti su commissione di Benny Goodman e Joseph Szigeti. I tre movimenti esprimono differenti caratteri — dal marziale e lirico Verbunkos, al notturno inquieto Pihenő, fino al travolgente Sebes — dove il linguaggio folklorico e l’invenzione ritmica raggiungono punte di grande originalità.


Sul palco tre interpreti di profilo internazionale. Alessandro Carbonare è primo clarinetto dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dal 2003; in precedenza ha svolto il ruolo di primo clarinetto solista all’Orchestre National de France per quindici anni. Nel corso della carriera ha vinto concorsi internazionali e collaborato con direttori e musicisti di rilievo.


Francesca Dego, formatasi con insegnanti come Daniele Gay, Salvatore Accardo e Itzhak Rashkovsky, ha avuto un precoce debutto internazionale e nel 2008 è stata la prima violinista italiana dopo decenni a raggiungere la finale del Premio Paganini, ricevendo il Premio speciale “Enrico Costa”. La sua attività comprende tournée, incisioni per etichette come Deutsche Grammophon e Chandos e un repertorio che spazia fino alla musica contemporanea.


Alessandro Taverna, pianista veneziano, si è affermato sulla scena internazionale grazie ai risultati ottenuti in concorsi come Leeds, Londra, Hamamatsu e il Concorso Busoni. Ha suonato in sale di primo piano — dalla Scala al Musikverein, dalla Wigmore Hall al Lincoln Center — e svolge attività didattica al Conservatorio Pollini di Padova e all’Accademia Pianistica di Imola, oltre a dirigere il Festival Internazionale di Musica di Portogruaro.


I biglietti per i concerti del 23 e 24 settembre sono numerati. Il prezzo intero è di 40 euro; riduzioni a 25 euro per over 65, abbonati della Fenice e residenti nel Comune di Venezia; tariffa ridotta per under 26 a 15 euro. È prevista anche una last‑minute per ragazzi under 20: biglietti da 5 euro messi in vendita 20 minuti prima dell’inizio sui posti rimasti disponibili.


Tra gli appuntamenti successivi della stagione, Musikàmera annuncia il Trio Hermes il 20 ottobre e il recital di Pavel Berman (violino) con Maria Meerovitch (pianoforte) il 23 e il 24 ottobre, sempre nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice.

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Federico Fortesa
Federico Fortesa
Non sono un giornalista, sono informatico ma il web è il mio mondo e le etichette non mi piacciono... Amo stare tra la gente e seguo tutti gli eventi e gli appuntamenti che posso. La mia mail qui: federico_f@lavocedivenezia.it
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