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HomesuicidioL'ombra del bullismo scende a spiegare il gesto estremo di un 14enne

L’ombra del bullismo scende a spiegare il gesto estremo di un 14enne

Latina, il suicidio di un 14enne: si indaga sul bullismo. Inviati ispettori nelle scuole. La tragedia avvenuta l’11 settembre in località Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, continua a scuotere l’opinione pubblica e il mondo della scuola. R.P., 14 anni, si è tolto la vita nella sua abitazione. La Procura di Cassino ha […]

Latina, il suicidio di un 14enne: si indaga sul bullismo. Inviati ispettori nelle scuole.

La tragedia avvenuta l’11 settembre in località Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, continua a scuotere l’opinione pubblica e il mondo della scuola. R.P., 14 anni, si è tolto la vita nella sua abitazione. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio e ha disposto il sequestro dei telefoni e dei dispositivi digitali del ragazzo, nel tentativo di ricostruire le ultime settimane della sua vita.

Secondo quanto denunciato dai familiari, il ragazzino era vittima di bullismo da parte dei compagni di scuola, che lo avrebbero più volte preso di mira con insulti e derisioni, anche attraverso i social. Il giovane frequentava l’Istituto tecnico “Pacinotti” di Fondi, ma episodi di emarginazione sarebbero iniziati già durante la scuola media.

Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha inviato gli ispettori ministeriali per fare luce sulla vicenda. Le verifiche sono iniziate il 15 settembre sia al “Pacinotti” sia nell’ex scuola media del ragazzo. Valditara ha inoltre contattato telefonicamente il padre del giovane per esprimere vicinanza e solidarietà.

Il dolore della famiglia si intreccia con l’appello a non lasciare che questa vicenda cada nell’oblio. Il fratello maggiore ha scritto una lettera indirizzata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e allo stesso ministro Valditara, chiedendo interventi concreti per contrastare il bullismo: «La morte di mio fratello e delle altre vittime non deve essere relegata nell’ombra. Servono misure urgenti e incisive per proteggere i ragazzi nelle scuole italiane».

Il caso ha riacceso anche il dibattito nazionale sul tema delle responsabilità educative. Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena – il giovane noto come “il ragazzo dai pantaloni rosa”, morto suicida 13 anni fa dopo episodi di bullismo omofobico – ha espresso amarezza per la ripetizione di tragedie simili: «Parlare nelle scuole non basta. Bisogna agire con decisione. La prevenzione è importante, ma occorrono punizioni e conseguenze reali. Se i bulli se la cavano con una pacca sulla spalla, lo rifaranno».

Secondo Manes, «le vittime, dopo aver trovato il coraggio di denunciare, devono essere protette. Altrimenti finiscono per credere di meritare quella violenza. Servirebbero anche sanzioni concrete, magari economiche, così che i genitori non minimizzino quanto accaduto».

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Un monito che risuona con forza mentre la comunità di Santi Cosma e Damiano piange un ragazzo di appena 14 anni, la cui vita è stata spezzata troppo presto sotto l’ombra del bullismo.

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Mirko R.
Mirko R.
Sono universitario, appassionato di fantascienza e tecnologie. Mi trovate in giro a Mestre e Venezia, ma non solo. Mirko_R@lavocedivenezia.it
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