Venezia, tentano furto a Cannaregio. Ecco come ci entrano in casa (video)

Sono piccoli. Baby Ladri. Addirittura lui potrebbe avere 14 anni.
Lei, la più scaltra, quella che decide cosa fare ed è responsabile dell’azione, forse 16-17.
Ma la giovane età questa volta, davanti alla durezza delle immagini, non fa intenerire. Anzi, pensare a questi ladruncoli che svaligiano un appartamento, magari di un anziano che vive della sua pensione solo perché lo hanno tenuto d’occhio quale soggetto debole, provoca la voglia di assestare loro quantomeno due decisi calci nel fondoschiena.

Invece i due giovanissimi sono tutelati in quanto minorenni. Al punto che possiamo divulgare le immagini solo coprendo loro il volto. Le immagini integrali saranno comunque a disposizione dell’Autorità Giudiziaria se deciderà di indagare.

Il video è comunque inquietante in quanto mostra per la prima volta “la tecnica”con cui i ladri ci entrano in casa.

Venezia non è più il paradiso di pace in cui vivere già da qualche tempo, e tra i segnali di violenza urbana che arrivano dobbiamo oggi registrare anche questo.

“Sono Rom”, “Sono zingarelli che fanno parte dell’esercito dei borseggiatori”. “Sono giovani che non hanno paura di niente già conosciuti ai Cittadini non Distratti”. Addirittura una persona dice di aver riconosciuto la ragazza come una delle protagoniste del video delle Iene che aveva scoperto e registrato la banda a borseggiare turisti alla stazione. “Ohe, sono in TV, sto diventando famosa…” aveva detto sfrontata la borseggiatrice inquadrata.
Queste le prime reazioni di chi ha visto il video in anteprima.

Le suggestioni si mescolano ai ricordi. C’è chi osserva che in questi giorni c’è meno affollamento turistico, quindi il target dei ladri borseggiatori si sposta alle case. C’è chi fa notare che le ruberie in case svaligiate stanno subendo un’impennata in varie zone della città, quasi a far pensare a bande organizzate.

Venezia non è preparata a questo, non si possono mettere guardie armate davanti ad ogni numero civico, per questo l’unico rimedio è quello di essere attenti, anche e soprattutto nei confronti degli anziani che vivono soli.

Verificate portoni e serrature in modo che offrano resistenza, al minimo dubbio (faccia non nota o rumore anomalo) avvisate le forze dell’ordine. Se la situazione non vi mette in pericolo riprendete con foto o video. Quando rincasate controllate un attimo se qualcuno vi sta tenendo d’occhio.
Queste le regole basiche del “controllo di vicinato”, perché altra risorsa non c’è se non quella di sfruttare la forza della comunità a cui apparteniamo.

Il video.

Il filmato è agghiacciante per la sua crudezza. La giovane età dei presunti ladri non deve ingannare: loro sono gli avatar di ladri provetti e specializzati che li hanno attentamente istruiti. Le mani sono dei ragazzini, ma l’abilità e la conoscenza che agiscono sulla scena del crimine sono quelle di ladri esperti che li hanno preparati e mandati lì spiegando nei dettagli cosa e come fare.

I due sono stati istruiti ad attaccare portoni un po’ vecchi, spesso facili da aprire con una spallata o due spinte.
Ed è proprio ad uno di questi portoncini che i due rivolgono la loro attenzione, probabilmente dopo aver già girato in zona per un po’ per assicurarsi che siano usciti alcuni di quelli che lì ci abitano, avendo già familiarizzato con i volti di quei residenti.
Spesso i ladri conoscono orari e abitudini.

La ragazza entra in azione: assesta un paio di spinte decise al portoncino che però regge. Il ragazzino, il palo, dopo i primi secondi suona un paio di campanelli. Il gesto non appaia inconsulto, ha almeno due scopi: 1) magari qualche persona anziana preme l’apriporta della porta di strada senza verificare prima, 2) oppure in questo modo ci si assicura che non ci sia nessuno in casa almeno in un piano (seguendo in linea di massima l’ordine dei campanelli).
E se per caso qualcuno risponde “Chi è..?” basta una risposta interlocutoria per allontanarsi impunemente: “Le interessa una rivista…?”, “Vuole fare un’offerta per…?”, e così via.

Il video continua: il portoncino non si apre. In una frazione di secondo i due si consultano e decidono di provare ancora, questa volta con più decisione. La porta regge ancora.
Il palo si gira guardando attorno assicurandosi che nessuno veda prima di perpetrare l’ultimo assalto: la ragazza sferra un calcio con una forza tale che questa volta trema anche la “spalletta” della porta. Fortunatamente, grazie all’elasticità del legno, regge a quell’ultimo urto e i due desistono.

Tempo impiegato per il tentativo: meno di trenta secondi e nessun testimone. Ad eccezione di un passante seminascosto che, intuendo subito le intenzioni, ha ripreso non visto la scena con il suo cellulare.

Il video mostra, tra le altre cose, anche una freddezza da malviventi consumati nei protagonisti, o forse una freddezza che deriva loro dal senso di impunità che hanno imparato a ricavare piegando il nostro sistema giudiziario a loro favore.

Venezia sta facendo dunque i conti anche con questo fenomeno, registrando già diversi furti nella zona di Cannaregio, in particolare tra la zona di Sant’Alvise e Sacca San Girolamo, dopo che alcune segnalazioni di persone “insolite” avevano preoccupato gli abitanti della zona di Castello-Giardini-Sant’Elena nei mesi di ottobre e novembre.

Il video della tentata intrusione in una casa nella zona delle Chiovere, a Cannaregio, vicino sacca San Girolamo, di martedì 5 dicembre 2017, si può vedere cliccando questo link .

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