sanità

Leggendo gli ultimi dati forniti dall’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) sull’andamento della spesa sanitaria in Italia per gli anni 2012-2015, emergono dati molto preoccupanti, di cui c’è ben poco di cui rallegrarsi.

Dall’analisi delle informazioni riportate dalla agenzia governativa, emerge chiaramente come le persone meno abbienti si curino sempre di meno e come si faccia sempre più ricorso a strutture private accreditate, dove normalmente le liste di attesa sono meno lunghe e l’accoglienza, a parità di costo-prestazione, è migliore, rispetto ai presidi pubblici.

Complessivamente il sistema sanitario nazionale – fatta eccezione per alcune Regioni più previdenti, nella cui lista il Veneto non compare mai – perde in maniera significativa risorse finanziarie (fino al 10%).

Mentre la sanità veneta sta letteralmente cadendo a picco, la Lega continua a vantarsi di un Sistema Sanitario d’eccellenza, facendo ricorso spesso alla propaganda in alcune ASL per nascondere i problemi reali cui i cittadini si scontrano quotidianamente.

A fronte della riduzione e dell’impoverimento dei servizi sanitari cui stiamo assistendo in questi anni anche nel Veneto Orientale, a partire dai tagli effettuati nel distretto di Eraclea, a quelli operati presso il punto di primo intervento di Caorle o alla chiusura del punto nascite di Portogruaro, denunciati con forza, e a tutti i livelli, dal M5S, ci aspettiamo una presa di posizione anche da parte dei sindaci del territorio che, in qualità di autorità sanitaria locale, hanno il dovere di vigilare ed esercitare un controllo critico a tutela della salute dei propri cittadini.

Arianna Spessotto,
Capogruppo M5S Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni
Camera dei Deputati


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