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“Divide et impera” – Il neoliberismo che avanza.
Ora la fusione col Comune di Venezia appare sempre più opportuna.

Al peggio non c’è mai fine. Il Decreto Legislativo 12 dicembre 2017 n. 189, pubblicato sulla G.U. il 19 dicembre, ha determinato la suddivisione dei 232 Collegi uninominali per le prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Se dapprima con la legge elettorale – anticostituzionale – cd. “Porcellum”, che ha eletto l’ultimo Parlamento e con la quale i cittadini non hanno potuto esprimersi con le preferenze nelle liste dei candidati “nominati” dai segretari di partito, oggi con la suddivisione romana dei collegi elettorali, si potrà vedere eletto un candidato che non è nemmeno transitato in questo territorio. Infatti, l’area del Miranese è stata letteralmente spaccata in 3 collegi: quello di Venezia (Spinea), Chioggia (Mirano, Santa Maria di Sala e Salzano) e Castelfranco Veneto (Martellago, Noale e Scorzè)!!!

La Commissione di esperti, composta da 9 esimi Docenti universitari delle facoltà di Scienze Statistiche, Geografia Economica, Scienze Politiche, Geografia, Demografia e Sociologia (dei quali stento a credere che si siano trasformati in burocrati) ed un Consulente della Camera, nominati dal Governo, ha dato il colpo di grazia alla rappresentatività politica in Parlamento di questo splendido territorio, senza che nessuno dei parlamentari “locali” abbia protestato. Perchè? Strano che nessuno dei vertici dei principali partiti a livello provinciale o locale siano intervenuti sulla questione. Meglio non far sapere ai cittadini cosa ci aspetta?

Mi vengono in mente le note compagini locali come “La Terra dei Tiepolo”, che tanto tenacemente cerca di promuovere il turismo, la cultura e le tradizioni del territorio miranese; l'”Unione dei Comuni del Miranese” che ha riunito le Polizie Locali e la protezione Civile dei comuni interessati (fatta eccezione per Scorzè); il “Contratto di Fiume Marzenego” ed il “Consorzio Dese-Sile”, che si occupano delle risorse fluviali del territorio; la nuova Azienda Sanitaria “Serenissima” che comprende l’intero territorio della Città Metropolitana di Venezia, oggi tutte politicamente disgregate fra amministrazioni locali e rappresentanza nazionale.

Se a novembre del 2016 l’idea di fusione col Comune di Venezia – liquidata come una boutade dal sindaco di Martellago – poteva apparire timida e priva di significato politico, oggi, alla luce di quanto sopra, risulta invece più pragmatico e ragionevole proporre ai cittadini di Martellago un referendum per chiedere se condividono la necessità ed i vantaggi di una fusione del Comune di Martellago con quello di Venezia, atteso che la Città Metropolitana di Venezia non sembra ancora intervenuta per uniformare i servizi fondamentali del territorio, come il servizio di trasporto pubblico (basti vedere le ultime proposte politiche del PD di Chirignago per giungere ad un biglietto unico fino alla stazione fs di Spinea [comune servito anche da due servizi navetta interni al comune], mentre a Martellago tutto tace).

Per questo è necessario ascoltare la cittadinanza e costituire un Comitato di Studio, dove raccogliere idee e critiche per tale iniziativa.
Scopo del Comitato sarebbe quello di offrire spunti di riflessione ed acquisire elementi per ottimizzare la gestione dei servizi e per giungere a soluzioni concrete nell’area metropolitana e, nel contempo, di contribuire alle esigenze di finanza pubblica, che possano persuadere le comunità locali a superare le logiche individuali e “di campanile” ed a comprendere l’ineludibilità di tali misure, specialmente in considerazione dei vantaggi in termini di efficienza dei servizi e di minore pressione fiscale che ne deriverebbero a favore delle stesse.

Ribadisco che i vantaggi da questo accorpamento – oltre che a beneficiare di un miglior servizio di trasporto pubblico e di tariffazioni inferiori alle attuali – potrebbero essere una migliore razionalizzazione della spesa; una riduzione delle cd. diseconomie di scala; minori spese di personale e l’adozione di misure volte a ridimensionare le dotazioni organiche dei due Enti al rapporto medio per abitante, senza contare che si potrebbe riavere – anche potenziato – il servizio di Polizia Locale (con base nell’attuale palazzo del municipio), passato nel 2014 all’Unione dei Comuni del Miranese, senza il previsto referendum fra i cittadini.

Ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

Costantino Pezzato
Martellago


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