Venezia, appartamenti turistici vuoti agli studenti: firmato oggi il protocollo d’intesa

ultimo aggiornamento: 27/04/2020 ore 18:02

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B&B nei comuni del Veneto a minor turismo: non serve attività d'impresa
Appartamenti turistici agli studenti, firmato il protocollo d’intesa tra gli enti.

A causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus e dei suoi strascichi, Venezia potrebbe non vedere turisti per un po’. Da qui l’idea di affittare bed and breakfast e appartamenti vuoti, che prima erano dedicati alle sole affittanze brevi, a chi studia nella città d’acqua.

E’ stato firmato il protocollo d’Intesa tra Comune, Iuav, Confedilizia Venezia, Abbav (Associazione di apertura e gestione di B&B ed Appartamenti) e Associazione Agata (Operatori del Mercato Immobiliare Specializzati nella Locazione degli Appartamenti Turistici a Venezia) per la promuovere la disponibilità alla locazione a studenti universitari in immobili nella Città antica solitamente destinati ad affittanza turistica.


Questa mattina, 27 aprile 2020, durante una videoconferenza che si è tenuta nella nuova Smart Control Room del Tronchetto, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha sottoscritto, assieme al Rettore dell’Università Iuav di Venezia Alberto Ferlenga, al presidente di Confedilizia Venezia Giuliano Marchi, alla presidente di Abbav Ondina Giacomin e al presidente dell’Associazione Agata Massimo Maccatrozzo, il Protocollo d’Intesa che ha l’obiettivo di promuovere la disponibilità alla locazione a studenti universitari di immobili nella Città antica ordinariamente destinati ad affittanza turistica.

Nello specifico il protocollo sancisce le procedure operative: si partirà con la stipula di uno o più accordi tra università, enti pubblici, associazioni dei proprietari e altri soggetti interessati, rivolto alla sperimentazione di forme di locazione temporanea sostenibili dall’utenza studentesca e alla definizione delle modalità di comune interesse delle parti.

In seguito, attraverso un confronto con istituti bancari e assicurativi, fondazioni, amministrazioni pubbliche, si dovrà verificare la possibilità di chiudere accordi miranti a minimizzare i rischi derivanti dall’eventuale mancato pagamento del canone, dal mancato rilascio dello stesso a fine contratto o da danni all’immobile, anche attraverso la costituzione di un fondo di garanzia ad hoc e specifiche forme di fideiussioni o di assicurazione.


Un processo che, parallelamente, si dovrà portare avanti anche con le compagnie assicurative e con gli Enti titolati alla modifica degli accordi territoriali vigenti, per poter definire un range indicativo di canoni di affitto accessibili al mercato studentesco entro cui collocare l’offerta di immobili e di temporalità, semestrali o annuali, misurate sulle attività universitarie.

In questo percorso, le Università, Accademia, Conservatorio veneziani, anche attraverso il progetto “Study in Venice”, avranno il compito di organizzare e raccogliere le domande da parte degli studenti, definendo un codice etico di comportamento per l’uso degli immobili e degli arredi, e dovranno verificare le possibili forme di sostegno (borse di studio o altro) alla residenzialità studentesca, anche in accordo con istituzioni bancarie e assicurative, amministrazioni pubbliche o altri soggetti privati.

Il Comune invece avrà il compito di avviare lo studio di un intervento di sostegno per opere di manutenzione degli immobili locati a studenti, non rientranti nell’ordinario deperimento e non diversamente garantiti, determinandone limiti e condizioni. Al tempo stesso si impegnerà a introdurre una disciplina regolatoria finalizzata a consolidare i diritti connessi alle locazioni turistiche attualmente autorizzate, nel caso di “conversione” degli immobili a locazione temporanea a favore di studenti.

“Il protocollo – spiega il primo cittadino – nato di comune accordo con il Rettore dell’Università Iuav che ha lanciato la proposta insieme al professor Mauro Marzo – si pone l’obiettivo di incentivare la residenzialità nel Comune di Venezia”.

“Questo momento di emergenza sanitaria – aggiunge – ha dimostrato la necessità di superare i consueti schemi di affittanze in città e, proprio condividendo questa finalità con le associazioni cittadine del settore, è stato sottoscritto un testo che mira a dare importanti opportunità di locazione temporanea di immobili della Città Antica utilizzati ad ora con finalità turistica, a favore di studenti delle Università, dell’Accademia e del Conservatorio cittadini. Un passo in avanti che dimostra il vero e proprio spirito resiliente della Città, e che sancisce un significativo progresso nell’affrontare un tema delicato ed estremamente significativo per Venezia come quello della residenzialità”.

“Come Università Iuav questo accordo è estremamente importante e sancisce un modello per le altre città d’arte che sono spesso anche sedi universitarie – commenta il Rettore Alberto Ferlenga – Non solo: infatti condividiamo l’idea del sindaco Brugnaro di avviare una profonda riflessione sul ruolo dell’architettura nel ripensamento della città e delle sue funzioni. Insieme costruiremo un protocollo per la riqualificazione e l’efficientamento degli immobili, specie ad uso residenziale, da proporre poi a Soprintendenza e Mibact, che tenga conto delle necessarie opere infrastrutturali da completare, come il sistema delle fognature e dell’antincendio. Poter offrire ai nostri studenti, presenti e futuri, una maggiore possibilità di scelta abitativa è un valore aggiunto per le due università e le istituzioni di alta formazione artistica e musicale veneziane”.

“Come gestori e proprietari di immobili – dichiarano congiuntamente Giuliano Marchi, presidente di Confedilizia Venezia, Ondina Giacomin, presidente di Abbav, e Massimo Maccatrozzo, presidente dell’Associazione AGATA – abbiamo raccolto da subito con favore la proposta di un tavolo congiunto con Comune e Università Iuav e abbiamo collaborato fattivamente per la stesura di questo accordo. Si tratta di un importante traguardo per il futuro della città”.

Il Protocollo sottoscritto oggi sarà ora aperto alle adesioni da parte di altre istituzioni, associazioni ed enti che accetteranno, così, l’impegno a contribuire al raggiungimento degli obiettivi nell’ambito delle loro specifiche competenze.

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Una persona ha commentato

  1. Fumo negli occhi da parte di Brugnaro e dei soliti… si vuole dare l’idea di una città che rinasce e che può trovare un altro modo di sostentarsi diverso dalla monocultura turistica, ma finchè i privati continuano a dare in affitto appaetamenti a chiunque tranne che ai veneziani, questa città non avrà futuro. Ovvio, in un minuscolo appartamento ficcano dentro 5 o 6 studenti a 400 euro a testa al mese, te credo che gli conviene!

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