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martedì 07 Dicembre 2021

Soldi spariti e anziana fatta cremare in fretta a Pordenone: indagate badante e resp. di uff. postale

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Denaro rubato dal conto di un’anziana che poi è morta e il suo corpo è stato distrutto. Il grave caso è avvenuto a Pordenone dove tutte le attenzioni della Procura sono rivolte alla ex badante.
Prelievi bancari sospetti e per cospicui importi, così come alcuni movimenti di titoli postali prima, e poi quella urgenza insolita e in violazione dei regolamenti di Polizia mortuaria, di consegnare al forno per la cremazione alle 14:05 del 28 dicembre 2017 la salma dell’anziana morta quella stessa mattina.
Sono questi gli elementi che hanno accentrato l’attenzione delle Fiamme gialle di Pordenone su una badante – una donna italiana di 74 anni – accusata di circonvenzione di incapace e auto riciclaggio.
L’accusa è di aver sottratto alla sua assistita, un’anziana ultra novantenne, oltre 700 mila euro, e di averne distrutto il cadavere avendolo fatto cremare con anomale modalità urgenti. La Procura ha chiuso le indagini, e il castello accusatorio sembra aggravarsi per la donna.

Intanto, però, è scomparso nelle scorse settimane dopo una lunga malattia l’ex titolare dell’impresa di pompe funebri, un uomo di 78 anni, coinvolto nella rapida cremazione del cadavere.
Questo preclude ora ogni possibilità di stabilire, nell’ambito processuale, le esatte dinamiche di quelle ore.
Nel corso della prima fase investigativa, il Gip ha disposto, nei confronti della badante, un sequestro preventivo per complessivi 1,2 milioni di euro: una polizza vita del valore di 300 mila euro, due immobili, investimenti postali, denaro e gioielli. Anche la responsabile dell’ufficio postale, dove sono state riscontrate operazioni anomale, è indagata: favoreggiamento.

Secondo l’accusa la responsabile dell’ufficio postale non solo avrebbe omesso le segnalazioni in base agli obblighi vincolanti previsti dalla normativa antiriciclaggio, ma avrebbe assunto anche comportamenti reticenti in occasione delle escussioni delle Fiamme Gialle, ostacolando le indagini.
La vicenda nasce da un’inchiesta della Guardia di Finanza di Pordenone nei confronti di una cittadina italiana, “assistente familiare” di una donna novantunenne e di suo figlio, disabile psico-fisico.
La Gdf, aveva rilevato che la donna, guadagnatasi la fiducia dei due assistiti, affetti da varie patologie mediche e psicologicamente fragili, aveva fatto più prelievi di denaro contante, in circa dieci mesi, appropriandosi, anche tramite l’indebito uso di bancomat, complessivamente di 652 mila euro.
Quanto alla distruzione del cadavere, la sua velocità sarebbe stata favorita dall’ottenimento dell’autorizzazione alla cremazione dell’anziana con una firma del figlio, il quale, secondo la Procura, si trovava in stato di assoluta incapacità psico-fisica.
La cremazione avvenne nell’arco di poche ore dalla morte, in violazione dei regolamenti di Polizia mortuaria.

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

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  1. È una triste e brutta notizia. Fa venire i brividi. Questi fatti non dovrebbero mai verificarsi. Serve più solidarietà. Spero che venga recuperato il denaro fatto sparire subdolamente.

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