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La protesta a Venezia: via le mascherine e: “Libertà, libertà…”

La protesta arriva a Venezia con qualche ora di ritardo rispetto alle altre grandi città e a Mestre. La protesta è essenzialmente contro l’ultimo Dpcm ma spesso viene connaturata anche contro altre componenti in corso d’opera. Venezia oggi ha però visto i manifestanti togliersi le mascherine e sventolarle in aria a mo’ di bandierine in […]

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La protesta a Venezia: via le mascherine e: "Libertà, libertà..."

La protesta arriva a Venezia con qualche ora di ritardo rispetto alle altre grandi città e a Mestre.
La protesta è essenzialmente contro l’ultimo Dpcm ma spesso viene connaturata anche contro altre componenti in corso d’opera.
Venezia oggi ha però visto i manifestanti togliersi le mascherine e sventolarle in aria a mo’ di bandierine in un regime, ovviamente, di assembramento totale.

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Erano circa 400 le persone che questa mattina hanno inscenato una manifestazione di protesta sul ponte di Rialto, a Venezia, partendo da motivazioni contro le misure del Dpcm per continuare al mancato sostegno delle attività penalizzate per terminare alla mancata garanzia del lavoro.
A partecipare sono stati in particolare commercianti, pubblici esercenti, titolari di palestre e di attività penalizzate dagli ultimi provvedimenti.
Dapprima saliti sulla rampa centrale del ponte, i manifestanti

hanno srotolato uno striscione ed esposto cartelli contro il Governo annunciando la “morte di Venezia”.
Il corteo si è quindi recato sotto la sede del Comune di Venezia, a Ca’ Farsetti, dove sono stati scanditi slogan chiedendo un incontro con il sindaco, Luigi Brugnaro.

Il momento ‘più caldo’ della protesta è stato quando, al grido di “Libertà, libertà” i manifestanti si sono tolti ognuno la propria mascherina facendola mulinare in aria, restando a viso scoperto.

Di tutta la protesta odierna questo è il fatto più eclatante che sta avendo la più vasta eco nei social e nei gruppi.
Non sono in pochi a ritenere il gesto di restare vicini senza mascherine urlando slogan una deliberata inosservanza della legge e il fatto di aver compiuto deliberatamente un atto contro la salute pubblica.

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E’ stato il momento più ‘ad alta tensione’ della protesta. Le persone, dopo aver presidiato il ponte, issando cartelli con la scritta “Venezia muore”, si sono diretti a Ca’ Farsetti, sede del Comune.
E’ stato qui, in prossimità di Cà Farsetti, che gran parte del gruppo ha tolto la mascherina scandendo slogan per lunghi minuti.

“I comportamenti negazionisti vanno condannati in primis per tutelare la salute pubblica – ha commentato Monica Sambo, consigliera municipale democratica – lo dobbiamo a chi purtroppo non ce l’ha fatta, a chi malato sta lottando contro questo terribile virus, ma anche a tutti quei lavoratori che da mesi operano incessantemente con enormi rischi”.

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