Prese le 'artiste' del furto: belle e avvenenti uscivano indisturbate con il bottino

ultima modifica: 14/11/2011 ore 06:00

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I militari del dipendente Nucleo Operativo Radiomobile coadiuvati da quelli della Stazione Carabinieri di Noventa Padovana, hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare emesse dal GIP della Procura di Vicenza nei confronti di BASSO Barbara – 29 anni, censurata, nullafacente – e REINHARD Sofia – 24 anni, censurata, nullafacente -. Le due giovani donne, di provenienza nomade, sono state rintracciate in due differenti campi siti a Padova. Le due donne, alle quali gli investigatori sono giunti dopo diversi mesi di indagini coordinate dalla Dr.ssa Claudia Dal Martello, Pubblico Ministero presso la Procura di Vicenza e dalla Dr.ssa Carlotta Franceschetti P.M. della Procura di Venezia, sono le autrici riconosciute di almeno nove furti con destrezza (dei quali due solo tentati) ai danni di oreficerie in provincia di Venezia, Verona, Padova e Vicenza, che hanno fruttato alle due zingare monili d’oro per un valore stimato di oltre 200.000,00 Euro.
Il modus operandi era consolidato e messo in atto con grande abilità : le due zingare, vestite in maniera estremamente elegante, si fingevano clienti interessate all’acquisto di una pesante collana d’oro per un loro parente, acquisto per il quale lasciavano addirittura una caparra di qualche centinaia di Euro.
Una volta che il commesso di turno aveva prelevato i rotoli di preziosi dalla cassaforte appoggiandoli sul bancone, le due donne, sfruttando anche la loro avvenenza, riuscivano, con uno stratagemma, a sovrapporre sul rotolo talvolta l’impermeabile, uno scialle o un altro capo di vestiario indossato sino a che, al momento giusto, nel volgere di un attimo sfilavano il rotolo e se lo nascondevano sotto la gonna, in una tasca interna appositamente ricavata.
Uscivano poi “a mani libere” e con misurata calma e affabilità , tanto che alcuni gioiellieri non riuscivano a credere alla loro colpevolezza.
Durante tutta la loro “visita” al negozio stavano ben attente a non lasciare alcuna loro impronta digitale, né sul bancone né sugli oggetti esibiti che, anche se indossati, non venivano mai toccati a mani nude.
Le indagini hanno preso il via dal furto perpetrato il 15 ottobre 2010 alla gioielleria “GOLD STAR” di Cinto Caomaggiore (VE), che ha fruttato loro circa 30 mila Euro di gioielli.
Le ladre hanno in seguito preso di mira altre gioiellerie nei Comuni di Isola Vicentina, Vicenza, Lonigo, Verona, Mason Vicentino, Montecchio Precalcino e Noventa Padovana.
Le prove raccolte a loro carico, oltre ai molti riconoscimenti effettuati dai derubati, si basano sui risultati degli accertamenti antropometrici eseguiti dal RIS di Parma sul confronto tra le immagini videoregistrate dagli impianti a circuito chiuso delle oreficerie e l’effige delle indagate.
Si è quasi certi che dalla visione delle loro fotografie pubblicate sui quotidiani veneti si risalirà  ad ulteriori episodi di reato da analizzare con estrema attenzione.
Le due donne, che non hanno fornito alcuna dichiarazione, sono al momento ristrette presso il carcere “Giudecca” di Venezia a disposizione dell’Autorità  Giudiziaria.

[12 novembre 2011]

c.s.


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