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Quando i no vax finiscono in ospedale e cambiano idea sul vaccino. Di Andreina Corso

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Aumentano di giorno in giorno le persone contrarie al vaccino, colpite dal Covid, che dopo un’esperienza ospedaliera traumatica scelgono di vaccinarsi e cercano di convincere gli altri a fare altrettanto.

Quando la malattia ancora non ti tocca, quando ti è sconosciuta la sofferenza che il Covid può provocare, quando ti senti talmente forte da ignorare le precauzioni, gli avvertimenti. Quando neppure la morte degli altri ti convince a vaccinarti, quando intraprendi una lotta impari con il contagio e ti senti un leone imbattibile.

Quando ti convinci e convinci gli altri a imitarti in virtù di quella che chiami libertà, quando l’accanimento sfiora l’ingenuità nelle sue forme profetiche e le piazze si riempiono insieme a te di quelli che accusano medici e vaccinatori di dittatura sanitaria.

E quando il virus ti viene a trovare, ti contagia, ti ammala, ti porta in ospedale, ti fa patire e sei fortunato se ne esci vivo. Quando guarisci e ti mancano le forze, quando ti rendi conto che a causa sua potevi perdere tutto, la libertà, la rabbia, la battaglia: e persino la vita.

E poi il ripensamento nella meditazione di quel che ti è successo, ti porta ad abbandonare le convinzioni che avevi sostenuto con energia prima di questa esperienza. E ti convinci, anche se non ti hanno usato certo le buone maniere, i dolori che hai patito, insieme alla paura. Ti convinci al vaccino e ora vuoi persuadere gli altri, quelli che la pensavano come te, a fare altrettanto.

Questa esperienza è stata vissuta anche da Lorenzo Damiano, presidente dell’Associazione Cattolica Pescatori di Pace, convinto sostenitore no green pass del trevigiano, che è stato contagiato durante un viaggio a Medjugorje. Una settimana trascorsa in terapia sub intensiva all’ospedale di Vittorio Veneto, a causa di una grave polmonite, l’ha convinto a sostenere l’inoculazione e a rivedere i giudizi impietosi che aveva rivolto a sanitari e operatori che praticavano il vaccino.
Quando si sta male, non è più tempo di processi. Quando la malattia ti viene a trovare, finisce con l’occupare il tuo corpo e la tua mente, tutto cambia nel sentire di una persona. E quel che spiace è che questo dolore questa paura, si potevano evitare.

Come da evitare è quell’odioso ‘te l’avevamo detto’, perché ognuno fa i conti con se stesso, le proprie credenze morali e religiose, le informazioni che possiede o non possiede, la forza che ha o che non ha insieme alle ragioni della consapevolezza.
Difficile entrare nell’interiorità di una persona che rappresenta un mondo unico, illeggibile e in un certo senso, inaccessibile. “A volte bisogna passare per la porta stretta per capire le cose come sono” ha ammesso Lorenzo Damiano in una sua riflessione, nel ringraziare i medici e i sanitari che gli hanno salvato la vita.

La stessa esperienza l’ha vissuta il ciclista vicentino Filippo Pozzato, ancora molto provato dopo l’esperienza ospedaliera. Non si era vaccinato perché si sentiva forte ed era convinto che il virus non lo avrebbe toccato. Ora anche lui raccomanda agli amici di desistere dalle loro posizioni negazioniste. E tante altre situazioni ancora hanno riguardato il cambiamento di rotta di chi, sprovvisto di difesa vaccinale, è stato colpito dal Covid.

Quel che emerge da tutta questa enorme vicenda esistenziale che da quasi due anni tiene in bilico le nostre fragilità, è che l’uomo è piccolo, inesistente, quasi, di fronte alla forza di una pandemia che ha sconvolto il nostro vivere e sentire. E che ci induce a difenderci come possiamo da qualcosa di invisibile che minaccia ogni sicurezza, da qualcosa di inavvertibile che preme sulla nostra malinconia nel constatare la fragilità della debolezza umana.

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Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Cura gli approfondimenti, è giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.

5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. quanto descritto corrisponde solo ad una minima parte ai caratteri dei no vax. Quasi tutti i no vax hanno paura del virus e del vaccino, non è vero che sostengono la non pericolosità del virus (vi confondete col Burioni della prima ora), ma temono maggiormente gli effetti collaterali del vaccino. Tanti sanno che rischiano di morire se si contagiano, ma il terrore del vaccino è più forte. Ben pochi dei no vax non adottano tutte le cautele possibili. Forse bisognerebbe entrare con più cautela nel mondo variegato dei no vax.

  2. Lavoro per l’ospedale policlinico di Milano in Fiera reparto vaccini al piano 2 , reparto terapie intensive covid al piano interrato. Dopo un anno mi ritrovo nuovamente qui a prestare il mio servizio e non mi sembra cambiato nulla .La paura mi pervade ancora e sono convinto che i vaccini possano almeno arginare questo grave problema

  3. A parte i pochi casi di incompatibilità e di coloro che hanno semplicemente paura della propria ombra, per gli altri si tratta siolo di ignoranza grassa.
    Dobbiamo dare più pubblicità ai no vax che si sono ricreduti dopo l’esperienza in terapia intensiva!
    Nessuno pensa di protestare contro i limiti di velocità o altro che limita la nostra “libertà” . Quanti ce ne sono di tranquillamente accettati?
    Come si fa ad incolpare Draghi di attentare ai nostri diritti, quando è tutto il mondo, TUTTO, che sta cercando di arginare questo tremendo evento? Come si fa ad essere coi no vax solo per prendere voti ?(questo poi è immorale, vergognoso e incivile)
    Non si tratta di “non offendere nessuno” ma di avere – si- rispetto per le persone, ma quando le idee sono cretine sono cretine e bisogna gridarlo forte
    Paolo

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