Marine Le Pen cade all’ultima curva e denuncia intimidazioni

ultimo aggiornamento: 15/12/2015 ore 09:51

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Marine Le Pen cade all'ultima curva e denuncia intimidazioni

Front National non conquista neppure una regione, dopo avere terminato il primo turno davanti in sei regioni su 13. Gli appelli alla mobilitazione sono riusciti, l’astensione è calata di quasi 10 punti rispetto al primo turno, e il partito socialista al potere finisce per conservare cinque regioni (in Corsica hanno vinto i nazionalisti di una lista locale, che però dovrebbero governare con la sinistra).

Lo sguardo trionfatore si è trasformato prima in cautela, poi in una maschera di rabbia. Ma la lotta continua.
Marine Le Pen, Marion e i suoi fedeli assorbe così una batosta da 15 punti percentuali di scarto di voti nel Nord-Pas-de-Calais-Picardie, e del 7% per la nipote nella Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
“Voglio esprimere la mia gratitudine ai più di 6 milioni di francesi” che hanno votato Fn e “hanno saputo rifiutare le intimidazioni e le manipolazioni”, ha arringato i sostenitori delusi ma ugualmente in delirio per lei. Perché la lotta va avanti, ed è anche questo il consiglio dato all’alleato leghista Matteo Salvini: “Continua, continua a combattere!”, ha detto affidando il messaggio all’ANSA.


Marine Le Pen non si è lesinata né sui media né di persona nell’ultima, tesissima settimana di campagna elettorale dove nessuno ha risparmiato colpi bassi, dalle apparizioni in tv sino all’inaugurazione del mercatino di Natale a Hénin-Beaumont.
Nonostante le ‘degout’, il disgusto che molti socialisti locali hanno provato per ‘l’ordine di desistenza’ impartito da Parigi, hanno fatto breccia le minacce del premier Manuel Valls che ha infiammato gli animi paventando un rischio di “guerra civile” in caso di vittoria del Fn. Accerchiata, furente per il fine campagna “vergognoso e violento”, Marine ha avvertito già prima del voto: “Rovinerò la vita al governo, ogni minuto di ogni giorno”. Difficile dubitare che non manterrà la promessa.

Insieme ai socialisti e ai repubblicani francesi, anche l’Europa tira un sospiro di sollievo. Il rischio ‘marea nera’ del Front National, anche se non definitivamente sconfitto, è stato decisamente allontanato rispetto a una settimana fa.
A una settimana dalle elezioni in Spagna, con Podemos che ha già sbancato alle elezioni europee, e il risultato delle recenti elezioni in Polonia che l’hanno consegnata nelle mani dei nazionalisti di Kaczynski, più il nodo ‘Brexit’ in vista, era fondamentale che la Francia, motore sempre più affannato dell’Ue, non cadesse nelle mani di uno dei partiti più antieuropeisti dei 28.

La Commissione europea, prudente, lo scorso lunedì aveva preferito trincerarsi dietro il silenzio di un diplomatico “no comment, sono solo risultati elettorali del primo turno”. Ma innegabile era la preoccupazione nell’aria dopo che il partito di Marine Le Pen aveva sbancato in 6 regioni. Immediati, infatti, erano scattati i complimenti di tutta la destra populista anti-Ue, dal leader della Lega Nord Matteo Salvini all’olandese del partito islamofobo anti-euro Pvv Geert Wilders, che su Twitter aveva scaricato un caustico francese “Superbe, congratulazioni!” a Marine Le Pen.


Evitato con l’ultima manovra utile di sfasciare la barca europea contro lo scoglio del Fn, ora Bruxelles tiene il fiato sospeso per l’appuntamento elettorale in Spagna tra 7 giorni
esatti.
E intanto giovedì e venerdì dovrà affrontare la ‘Brexit’, piatto forte dell’ultimo vertice Ue dell’anno.

Mario Nascimbeni
14/12/2015

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