In vaporetto a Venezia col seno nudo, ma la mascherina c’è…

ultima modifica: 11/08/2020 ore 08:58

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In vaporetto a Venezia col seno nudo, ma la mascherina c'è...

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In vaporetto a Venezia col seno nudo. Chissà se era per il gran caldo o se è stato un “incidente” di cui la protagonista non si è accorta. Oppure se il vestito è stato lasciato maliziosamente cadere chissà per quale fine.
Di certo tra i passeggeri, soprattutto di sesso maschile, c’è stato chi ha gradito. E, come ci viene riferito, qualche residente non più giovanissimo ha gradito molto.

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La mascherina c’è e questa è la cosa più importante oggi come oggi, nessuno ha niente da obiettare su questo. Resterebbe da capire, magari con una seria analisi socio-culturale, perché arrivare a Venezia significa percepire quel certo grado di lassismo da cui se ne ricava l’errata percezione per cui tutto è permesso o per cui non ci si debba preoccupare di nulla.

Venezia è ritenuta evidentemente una sorta di paradiso giuridico nell’immaginario collettivo, ma finché le trasgressioni si limitano a quelle del tipo della signorina in molti faranno finta di non vedere. Il problema è che tale atteggiamento troppo spesso porta all’eccesso.


Ricordando le parole di Neruda in “Ode alla bella nuda”, archiviamo l’episodio rimanendo nella speranza che proprio gli eccessi si presentino sempre meno frequentemente.

… Uguali sono i tuoi petti di parallela pienezza, ripieni della luce della vita… (Bella Nuda, di P.Neruda)

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