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Il bullismo? Una piaga che, secondo certi episodi, può iniziare anche dalle elementari. A Verona una bimba di 9 anni è finita al pronto soccorso dell’ospedale dopo essere stata presa ripetutamente a calci da un altro bambino di 10 anni.

Ancor più grave, se vogliamo, il caso come illustrato dalle dichiarazioni della mamma della piccola, che riferisce come avesse chiesto più volte alle maestre di intervenire per quegli atti di violenza che continuavano da tre anni, senza essere presa sul serio.

E mentre la Procura apre un fascicolo si deve registrare anche il commento della dirigente scolastica: “Situazioni legate alla vivacità dei bambini ne accadono ogni giorno…”.
Dalla cronaca dei fatti verrebbe da pensare che qualcuno viva fuori dal mondo.

Il referto del pronto soccorso parla di una bimba curata e poi tenuta in osservazione per 18 ore dopo essere stata presa a calci da un compagno di classe.

La bambina, 9 anni, non ha saputo o potuto difendersi dai calci che gli venivano sferrati da un compagno di classe delle elementari che, è emerso successivamente, l’aveva presa di mira da tre anni.

Sull’episodio indaga la Procura che ha in mano proprio il referto medico redatto dal medico in servizio dell’ospedale di Villafranca (Verona). Sul caso ha avviato accertamenti anche la dirigente scolastica.

L’unica a parlare, al momento, è la mamma della vittima, che frequenta la terza elementare: “Ho chiesto più volte alle insegnanti di intervenire, senza però ottenere nulla”.

La donna, riferendo le parole della figlia, ricostruisce l’accaduto. “La bimba era in bagno, si stava lavando le mani al termine delle lezioni – racconta – quando il solito compagno di classe l’ha prima spinta violentemente da dietro, facendole sbattere la pancia contro il lavandino, poi l’ha picchiata sul corpo e sulla testa, facendola andare a sbattere contro un armadio e finendo per darle un calcio in mezzo alle gambe”.

Poco dopo l’aggressione la madre è stata chiamata da un’insegnante che le ha detto che la figlia stava molto male. “Ero in viaggio per raggiungere la scuola – prosegue – quando la maestra mi ha richiamata riferendomi che il problema era rientrato e che potevo tornare indietro”.

La mamma però ha voluto raggiungere lo stesso la figlia: “Sembrava che in effetti non ci fossero problemi particolari – prosegue – poi mi sono accorta che nelle urine di mia figlia c’era del sangue e l’ho portata al pronto soccorso”.

I referti medici dicono che al suo arrivo in ospedale la bambina lamentava dolori alle costole, all’addome e a livello genitale.

“Già dalla prima elementare avevo detto alle insegnanti che c’erano dei problemi con questo bambino – ripete la donna – ma in risposta a queste segnalazioni avevo sempre ottenuto risposte che minimizzavano la questione”.

Secondo la donna, l’aggressione costituisce l’apice di una escalation che nei giorni precedenti aveva portato a offese e violenze sempre più forti.

La dirigente scolastica dell’istituto primario dove sarebbe avvenuto il fatto per ora minimizza. “Farò delle verifiche – si limita a dichiarare, affermando di non aver mai saputo nulla degli atti di bullismo del piccolo – però ho l’impressione che si stiano facendo dei discorsi un po’ eccessivi. D’altro canto di situazioni legate alla vivacità dei bambini ne accadono ogni giorno”.

(foto di repertorio)

Riproduzione Riservata.

 

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