La Coop di Castello – via Garibaldi, non è certo nota ai clienti per la sua comodità, dati gli spazi angusti poco adatti a fronteggiare le ondate del turismo che spesso schiacciano i veneziani. Ma, come sanno bene i residenti, bisogna fare di necessità virtù e riconoscere che si tratta dell’unico supermercato della zona in grado di far fronte alle necessità di questa parte di Venezia ancora così densamente popolata (per fortuna).

Quello che fa specie è, nonostante l’enorme flusso di clienti, come a volte certi servizi lascino a desiderare, come dimostra la segnalazione di oggi, 8 novembre, verso le ore 15.

Signora alla cassa: “Buongiorno dovrei ricaricare il fondo per la mensa della bambina…”.
La risposta: “No signora, mi spiace ma non possiamo farlo…”.

La signora guarda il cassiere stupita: “Come mai?”, “Perché non ci hanno ancora dato il via per queste operazioni… abbiamo appena ricominciato ad accettare i ‘buoni’, però per quanto riguarda i versamenti per le mense non ci hanno ancora detto nulla… d’altronde l’acqua alta questa volta è stata un disastro…”.

Vero senz’altro: l’acqua alta ha portato enormi problemi e tutti ce ne siamo resi conto. Quello che semmai può apparire strano è che dopo dieci giorni dal fenomeno alcuni servizi siano ancora in attesa di essere riattivati.

A quanto pare, le ‘linee’ funzionano, i collegamenti sono operativi e i dispositivi in funzione, ma mancherebbe però ancora un qualche ‘via libera’…

Quello che è certo è che la nostra signora, dopo aver chiesto inutilmente in edicola e in farmacia di via Garibaldi, si è rassegnata ad andare a Sant’Elena, perché solo quelle ‘Comunali’ accettano queste operazioni e quella della pineta era la più vicina.

Quando si parla del depauperamento di Venezia dei nostri tempi, forse non ci si dovrebbe riferire solo agli edifici che cambiano destinazione d’uso e/o alle attività che chiudono bottega, ma anche ai servizi essenziali che servono ai residenti i quali sembrano, molto spesso, diventati ormai un’optional.


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