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domenica 20 Giugno 2021

Carnevale di Venezia nel segno della Vanità

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Carnevale, programma di lunedì. Selezioni Concorso Maschera più Bella

La Vanità si addice a Venezia e il suo Carnevale dedicato al Creatum, ovvero delle Arti e delle Tradizioni è firmato con penna d’oro, ancora una volta, da Marco Maccapani, che per realizzarlo può contare sul milione di euro stanziati “perché la festa sia festa”. E per diciotto giorni, che Festa sia. Ma la festa dov’è, riderebbe Enzo Jannacci con la sua celebre canzone.

Ma dov’è che si va? Lo stanno decidendo in queste giornate gli sponsor, i musicisti, gli artisti di strada, gli animatori, impegnati a tratteggiare nel modo giusto il filo della raffinatezza che precede la vanità e il maquillage dovrà essere all’altezza delle migliaia di ospiti esigenti che ogni anno visitano Venezia e il suo Carnevale, che anche quest’anno offre ghiotte occasioni di straniamento e divertimento.

Irrinunciabile la scalata alla novità, ed ecco le notti piccole all’Arsenale dedicate ai giovani, le cene importanti a Ca’ Vendramin Calergi, suggestive feste affacciate sul Canal Grande a lume di candela , che costano “solo” 400 euro e 500 sabato 25 febbraio. Una sciocchezza, alla portata di tutti, che saranno mai pochi spiccioli per camerieri in costume, ospiti con parrucche e travestimenti preziosi, cene raffinate, performance sotto sfavillanti lampadari di antico vetro di murano, un’occasione da non perdere.

Il direttore artistico non rinuncia all’aspetto sociale che forse smorza la vanità e porterà a San Marco le botteghe degli artigiani, che nella realtà sono quasi sparite, ma ecco che la festa resuscita questi egregi taslenti che le mani dei veneziani valorizzavano con il legno, i tessuti, la carta.

E poi musica, tanta musica, affiancata dal ballo (solo se vestiti in maschera), dalle attività delle associazioni che stanno lavorando alacremente affinché la Festa, festa sia. Peccato che sia stata esclusa quella della Torre di Porta Nuova in Arsenale, ma riavremo la festa sull’Acqua, organizzata dall’Aepe, convogliata nel Rio di Cannaregio, che diventerà un teatro d’acqua suggestivo, sarà restaurata la Dogaressa che ha accolto Papa Ratzinger e poi ecco i veneziani e i “foresti” a naso all’insù, ad ammirare i tre voli previsti dal campanile di San Marco, il 19 febbraio quello dell’Angelo, come tradizione, ma anche dell’Aquila, il 26 e l’ultimo, Lo svolo del Leon, martedì grasso. Non mancherà all’appuntamento il corteo acqueo delle remiere dell’Associazione Voga alla Veneta

Il carnevale anche quest’anno celebrerà la festa delle Marie, dodici ragazze prescelte sfileranno a San Marco, e una di loro sarà l’angelo in volo per il carnevale del prossimo anno. E poi la Ballata del toro, in piazza, creata dalla Compagnia l’Arte dei Mascareri, che si prefigge di riportare in vita, il 23 pomeriggio a San Marco, un antico aneddoto legato ad una insurrezione veneziana, soffocata e poi risarcita al Doge con una tradizione di doni annuali quali il toro e i maiali.

Anche la terraferma pur in sordina, vivrà il suo carnevale, che Marco Maccapani definisce soddisfacente, ci sarà il volo dell’Asino dalla Torre di piazza Ferretto a Mestre, il 26 febbraio, e con queste premesse che mettono al centro la Vanità, la città d’acqua e di pietra, la sua gronda, Mestre e dintorni, proveranno ad essere Creatum, così come vuole la premessa alla festa delle Arti e delle Tradizioni che incroceranno il senso dell’adeguarsi dell’uomo ad una armonia prestabilita e astratta.

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