Calciomercato chiuso, bene solo l’Inter

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Calciomercato chiuso, bene solo l'Inter

Il calciomercato più povero di colpi che si ricordi. E’ stata l’Inter l’unica big ad acquistare un titolare, quel Gagliardini che ha svolto subito un ruolo significativo nelle geometrie di Pioli. Ma non tutti hanno compreso che qualche titolare può essere acquistato anche a gennaio: non è vero che quella invernale sia solo una finestra ‘di riparazione’, e che non fossero disponibili giocatori di spessore.

Sarà pur vero che chi ha in rosa grandi campioni non li cede, ma di gente in gamba disponibile ce n’era, basti pensare che, guardando a livello globale, ha cambiato maglia gente del calibro di Draxler, Oscar, Depay e Payet. Tutto sta ad avere i soldi per comprarli, invece in Italia questa sessione di mercato verrà ricordata come la più anonima degli ultimi anni.

Inter a parte, sembra essersi mosso con sapienza il Napoli: Pavoletti non è ancora in forma e deve integrarsi negli schemi di Sarri, ma è comunque un attaccante che non dovrebbe far rimpiangere Gabbiadini, ‘volato’ in Inghilterra.

La Juve ha dato l’impressione di aver preso Rincon più per non farlo andare alla Roma che per esigenze proprie. In realtà un colpo la dirigenza bianconera lo aveva messo a segno, poi però Witsel ha preferito i milioni della Cina. E non va sottovalutato l’acquisto di Caldara, che rimarrà per un altro anno e mezzo all’Atalanta, ma poi approderà nella Torino bianconera, pronto a sostituire le ‘colonne’ difensive che stanno per andare in pensione. Piuttosto potrebbe essere stato un rischio non sostituire Evra, ma Allegri confida in Asamoah e nel giovane Mattiello.

Alla Roma si è parlato, fin dall’inizio del mercato invernale, di Defrel del Sassuolo, la cui valutazione è arrivata fino ai 25 milioni di euro, e di Feghouli, Giaccherini e Musonda. Alla fine non è arrivato nessuno di loro, ma almeno non ci sono state cessioni eccellenti (leggi Paredes e Manolas, anche se in quest’ultimo caso sembra che l’addio sia solo rimandato). Il colpo grosso dovrebbe concretizzarsi in estate, quando a Trigoria si presenterà Kessie, club inglesi permettendo.
Ma è bene sottolineare che per averlo la Roma si priverà di altri due gioielli del suo fertilissimo vivaio, il difensore Marchizza e l’attaccante Tumminello. Alla fine alla corte di Spalletti è arrivato Grenier dal Lione, una mezzala la cui cui carriera è stata martirizzata dagli infortuni.

Sull’altra sponda del Tevere, immobilismo da parte della Lazio, come previsto. Il presidente Lotito e i suoi collaboratori hanno lavorato solo in uscita, privandosi di elementi superflui come Kishna e Leitner. Non saranno rimpianti, ma Simone Inzaghi, che finora ha lavorato bene, meritava di meglio, perlomeno un vice Immobile all’altezza, cosa che finora Djordjevic ha dimostrato di non essere. Si può forse dire che proprio alla Lazio vada la maglia nera di questa finestra invernale di mercato.

La Fiorentina ha preso Saponara per sostituire un Ilicic destinato a partire in estate, mentre il Milan ha consegnato a Montella un paio di attaccanti esterni, Ocampos e Deulofeu, per sostituire Niang.

Rivoluzione, come ad ogni sessione di mercato, in casa del Genoa con dieci nuovi acquisti, mentre il Palermo prova ad evitare una retrocessione che appare inevitabile inserendo un paio di rinforzi che in teoria potrebbero essere di peso.

Forsennata la ricerca di un attaccante da parte del Crotone, a testimonianza del fatto che il club calabrese non ha ancora perso le speranze di rimanere in serie A. Ha provato perfino con Cassano, ma Fantantonio non sa neppure lui cosa fare del proprio futuro calcistico.

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