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Il mondo del calcio dominato dall’ipocrisia. Maran squalificato, per gli altri si chiudono gli occhi

Il mondo del calcio rappresenta perfettamente l’ambiente in cui è circondato e quello italiano, ne ha preso pregi e difetti. Tra quest’ultimi risalta all’occhio l’ipocrisia, grave morbo che anche grazie ai social si è diffusa a macchia d’olio. Negli anni il calcio nostrano ha dimostrato di sguazzare nell’ipocrisia, soprattutto nelle sanzioni date quasi in modo […]

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Il mondo del calcio dominato dall'ipocrisia. Maran squalificato, per gli altri si chiudono gli occhi

Il mondo del calcio rappresenta perfettamente l’ambiente in cui è circondato e quello italiano, ne ha preso pregi e difetti.

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Tra quest’ultimi risalta all’occhio l’ipocrisia, grave morbo che anche grazie ai social si è diffusa a macchia d’olio. Negli anni il calcio nostrano ha dimostrato di sguazzare nell’ipocrisia, soprattutto nelle sanzioni date quasi in modo scientifico ad alcuni e non ad altri.

Il caso della squalifica all’allenatore del Chievo Verona Rolando Maran per bestemmia dopo il goal subito con la Lazio, ne è un esempio lampante.

Se Maran è meritevole di cotanta sanzione, cosa dovrebbero prendere ogni domenica Buffon o De Rossi?
L’ergastolo? Possibile vi sia ogni volta questa giustizia falsa, fatta semplicemente per dare ”l’esempio” ma che in realtà risulta solo ingiusta?

Ironico pensare che l’unico altro allenatore punito per la stessa ragione sia stato Mimmo Di Carlo, sempre quando allenava il Chievo. Ancora più assurda la multa inflitta all’Hellas Verona per gli insulti dei tifosi al proprio allenatore (Remondina all’epoca della lega Pro). Insomma gli esempi folli non mancano.

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Folli come quelli che ancora parlano di Mario Balotelli e ascoltano ancora le sue dichiarazioni (quindi rientro tra i folli). Esordio con doppietta nel Nizza e immediate affermazioni di autoesaltazione: entro tre anni vincerà il Pallone d’Oro e che da anni non aveva tifosi così calorosi.

Risate, risate e ancora risate, le solite uscite di Super Mario ad ogni nuovo esordio. Il problema di Balotelli è proprio questo, comincia sempre bene e illude illudendosi.

Quello che manca a Balotelli è la continuità, essere calciatore non significa solo guadagnare milioni di euro ma anche allenamenti e “sacrifici” tutti i giorni. Forse quando lo capirà diventerà un buon giocatore. Sia chiaro infatti, che l’ex Liverpool non è e non è mai stato un campione.

E mentre Balotelli si scatena in Francia, la Juventus non perde un colpo in serie A.
Ormai si lotta per il secondo posto e Napoli e Roma si combatteranno la posizione fino all’ultima giornata (spero di non sbagliarmi).

La squadra di Sarri ci ha decisamente guadagnato con la cessione di Higuain, è inutile essere ipocriti (per tornare all’argomento iniziale). 94 milioni che hanno fatto decisamente comodo e hanno consentito l’arrivo di sei giocatori, tra cui Milik che non sta facendo rimpiangere l’argentino. Lo dimostrano anche i due goals in Champions League all’esordio.

E’ presto per trarre conclusioni ma forse il gioco partenopeo ne troverà giovamento e il secondo posto sarà un facile obiettivo.

La Roma è forte ma è proprio la terza forza del campionato e a voler essere sinceri, un rigore come quello contro il Pescara è abbastanza scandaloso. Fosse accaduto alla Juventus di vincere al 93° in quel modo, ci sarebbe stato il finimondo.

Invece no, si è esaltata solamente la prestazione di Francesco Totti e per fortuna è stato così; forse qualcosa sta cambiando nella mentalità sportiva.

Milan e Inter continuano invece a vivacchiare tra speranze e risultati mediocri. De Boer ha ottenuto all’ultimo respiro la prima vittoria, mentre Montella cede con i rossoneri a San Siro.

Saranno anche arrivati gli 85 milioni dai cinesi ma la squadra non ne ha sentito giovamento, tutto dipenderà dal mercato di Gennaio. Fono ad ora, abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione che gli allenatori poco contano se il materiale a disposizione è scadente.

La nuova dirigenza però non si sta attirando le simpatie dei tifosi milanisti, cercare metà degli uomini neroazzurri da piazzare in società, non è una grande mossa.

Tutti gli ex milanisti, da Maldini a Eranio, passando per Costacurta, prendono le distanze da questo modo di agire. Forse bisognerà capire (e anche in fretta) che i cinesi non sono qui per amore dei colori ma per semplici e freddi affari.

Prima dimentichiamo el Paron del calcio romantico di una volta e meglio sarà per i nostri cuori.

Mattia Cagalli | 16/09/2016 | (Photo d’archive) | [cod ipoca]

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