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Bambino "usato" per un esperimento in classe perchè nero. L'indignazione è tanta

Cara Redazione,
intervengo sulla vicenda del bambino “usato” per un esperimento in classe. Non so dire il dolore che ho provato nell’immaginare quel bambino messo alla gogna e gli altri suoi compagni, vittime anche loro di una sperimentazione violenta, che li avrà certo impauriti e disorientati, Se un maestro può disporre dei bambini come lo scienziato fa nel suo laboratorio con gli elementi che gli sono utili per le sue ricerche, tocchiamo l’orrore cui ci siamo fin troppo affrancati negli ultimi anni.

L’indignazione è tanta e al punto che non me la sento di dar contro a quel maestro,forse in buonafede, nella sua incompetenza. Forse quel maestro ha introiettato dentro di sé, che se lo fanno tutti (o quasi), quell’affondo verso i più presi di mira, fra questi i bambini di colore, perché non lo può fare anche lui per scopi che ritiene nobili e d’avanguardia? Cosa ha pensato, colui che dovrebbe essere un educatore, quando ha esposto un bambino indifeso al giudizio di altri bambini, che fuori scuola potranno fare altrettanto, perché se lo fa il maestro. . . magari è giusto così.

Così può capitare che anche al parco, in cortile o per strada si possa dire di un bambino nero, ‘sei brutto, va via’. . . e magari quando si diventa ragazzi, quel compagno lo si può anche picchiare: se non ti rispetta il maestro, certo non ti rispettiamo noi. Pesa inoltre la violenza del ‘fuori’ perpetrata da persone che al governo offrono esempi e messaggi di violenza, che certamente avranno influito sul far didattica di quel maestro. E ora, poveri noi, poveri loro, poveri tutti dentro questa meschinità del vivere!

Chi chiederà scusa a quel bambino e lui come farà a spiegarsi quel che gli è successo, i suoi compagni cosa pensano, i loro genitori?

Provo una grande vergogna per come siamo diventati e per l’ombra del razzismo che è ricomparsa e spesso si concretizza in violenza.

Andreina Corso

Riproduzione Riservata.

 

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